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Attualità mercoledì 30 dicembre 2020 ore 17:00

“Quadro sia nitido altrimenti cambio di strategia"

Gianni Anselmi

Il consigliere regionale Anselmi ha ribadito i vantaggi dell’ingresso, confermato, dello Stato, ma chiede chiarezza sugli intendimenti dei privati



PIOMBINO — La proprietà delle acciaierie Jsw Steel di Piombino si è impegnata a mettere a punto, entro la fine di Gennaio, un piano industriale puntuale che anticipi la realizzazione del forno elettrico, essenziale non solo per la far ripartire la produzione nello stabilimento ma anche per la sua conversione ecologica.

Questo, in sintesi, il risultato dell'incontro in videoconferenza avvenuto oggi con Governo, azienda, enti locali e sindacati per fare il punto sul futuro dello stabilimento. Un incontro che ha lasciato insoddisfatti i sindacati (leggi qui l'articolo collegato).

“Ebbene, che si usi questo tempo per fare quello che si deve fare. – ha commentato il consigliere regionale Gianni Anselmi, delegato dal presidente della Toscana Eugenio Giani a seguire la questione – Abbiamo bisogno di volontà chiare e irrevocabili. Dopodiché, se il 31 Gennaio il quadro non sarà ancora nitido, bisognerà dal 1 Febbraio pensare ad un cambio di strategia inevitabile”.

L’impegno del Governo c’è, apprezzabile, ed è stato anche stamani ribadito: - ha spiegato Anselmi in una nota – con il ventilato ingresso nel capitale della società, con la commessa da 900 milioni per dieci anni di rotaie da parte di Rfi, sui certificati bianchi per l’energia. L’impegno della Regione non è mai mancato e non mancherà: sono stati ribaditi tutti gli impegni finora assunti, dai 30 milioni di euro per il forno alla risorse in campo per ricerca e formazione”. 

“Di più: approfittando dei fondi europei, dal Recovery Fund alla alla nuova stagione di partenariato 2021-2027, – ha aggiunto Anselmi - potremo ulteriormente irrobustire le politiche pubbliche e magari riscrivere l’accordo di programma. Ma serve chiarezza, per far questo, sugli intendimenti della parte privata: tocca a loro adesso fare un passo in avanti inequivocabile e definitivo che parli di innovazione, di investimenti e dei mercati a cui rivolgersi per dare prospettive”.

E’ delle ultime ore la notizia del crollo di una vecchia gru da due tonnellate, fortunatamente senza conseguenze, in un’area dimessa delle acciaierie (leggi qui l'articolo collegato). Per il consigliere delegato Anselmi non si può più attendere anche sul fronte prospettive di uno stabilimento rinnovato e riqualificato secondo i criteri della transizione ecologica e per tutta una serie di altre partite territoriali di carattere generale, che hanno a che fare, ad esempio, con le demolizioni e lo smantellamento delle strutture dismesse, con i rapporti con il porto, con le infrastrutture, con le bonifiche e con gli spazi che si potranno liberare. 

Ricordiamo, Piombino è il secondo polo siderurgico in Italia, dopo l’Ilva, e la sue acciaierie sono l’unica realtà italiana specializzata nella produzione di acciai lunghi, quelli usati per l’appunto per le rotaie ferroviarie e che ancora hanno un mercato. Vi lavorano tuttoggi 1.800 dipendenti diretti che, con le maestranze di altre aziende come Liberty Steel Magona e Tenaris Dalmine e con l’indotto di piccole e medie imprese e servizi industriali, fa lievitare il numero dei lavoratori almeno a quota 5mila, su una popolazione della città di 34mila residenti. Il gruppo indiano Jindal aveva acquisito la proprietà delle acciaierie nel luglio 2018, subentrando agli algerini di Cevital che a loro volta, nel 2014, avevano rilevato lo stabilimento ex Lucchini, ribattezzato Aferpi, dai russi subentrati pochi anni prima. Il 23 aprile 2014 era stato spento l’altoforno.

La Regione Toscana negli ultimi cinque anni ha investito qualcosa come 150 milioni di euro nell’area industriale complessa di Piombino, dapprima per l’ammodernamento del porto, che possiede ora fondali di venti metri, e poi con altri investimenti infrastrutturali ed ambientali in divenire. Cornici importanti per essere competitivi e rilanciare una produzione autonoma.

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