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Attualità venerdì 20 novembre 2020 ore 07:30

"Su Piombino è calato un preoccupante silenzio"

Fim, Fiom e Uilm chiedono un incontro urgente prima del 30 Novembre al Mise. Attesa per un confronto anche in Regione



PIOMBINO — Con l'avvicinarsi del 30 Novembre e la data per l'ingresso dello Stato nello stabilimento piombinese, dopo l'appello delle segreterie Fiom, Fiom e Uilm provinciali, le sigle sindacali a livello nazionale scrivono al Ministero dello Sviluppo economico e al sottosegretario Morani per ottenere un incontro urgente per Piombino.

"La prospettiva annunciata da parte di Jsw di subordinare la realizzazione di un forno elettrico solo ad un eventuale ritorno alla redditività delle produzioni di laminazione è per noi una condizione troppo incerta e troppo poco vincolata dall'ingresso del capitale societario da parte di Invitalia. - si legge nella lettera - Chiediamo quindi al Governo che le risorse economiche finalizzate al sito di Piombino vincolino Jsw alla realizzazione del forno elettrico, anticipando i tempi attualmente previsti dal piano industriale, ed avviando fin da subito un raccordo tra tutte le istituzioni deputate alla realizzazione dei necessari permessi autorizzativi. Ribadiamo la necessità di un rapido aggiornamento dell'incontro del 7 Ottobre e di un urgente convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico per riprendere e approfondire insieme a Jsw un confronto sulla definizione del piano industriale stesso esul necessario indirizzo strategico che il Governo deve assicurare".

Nei giorni scorsi anche le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm avevano sollevato la questione Piombino: "Adesso è il momento di smettere di dare i numeri, date o fare promesse, cominciando ad avere delle certezze su come lo Stato intende salvare questa fabbrica siderurgica, in attesa del tanto atteso ma ad oggi sconosciuto Piano Nazionale Siderurgico. Sappiamo che il Ministero ha presentato una bozza di progetto per i Recovery Fund di 5 miliardi, ma non è dato sapere se sono confermati, se sono stati presentate le proposte in Commissione Europea o come saranno eventualmente impiegate queste importanti risorse. Ad oggi c'è solo un bel rigo bianco tutto da scrivere. Oggi indubbiamente l'emergenza sanitaria Covid-19 assorbe molta energia e attenzione come è giusto che sia, ma non sia un alibi per nascondere tutte le altre problematiche e le varie vertenze nazionali. Su Piombino è calato un preoccupante silenzio, non sappiamo più a che punto siamo con l'aggiornamento dell'Accordo di Programma e stiamo ancora inspiegabilmente attendendo la convocazione dal Presidente della Regione Toscana ormai da varie settimane".

Quindi, la richiesta di un incontro entro la fine di Novembre "per avere la garanzia dell'ingresso dello Stato nel capitale sociale dell'azienda ed avere la garanzia dell'investimento sulla produzione di acciaio e il mantenimento della piena occupazione".

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