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Elezioni 2020 martedì 15 settembre 2020 ore 15:12

La lettera del Camping Cig rivolta candidati

Lo striscione del Camping Cig

"Vogliamo valutare la vicenda del travagliato confronto tra parti pubbliche e Jsw sullo sviluppo futuro dello stabilimento siderurgico piombinese"



PIOMBINO — Pubblichiamo integralmente la lettera aperta del Coordinamento Art.1. Camping Cig rivolta ai candidati locali per le elezioni regionali.

"Siamo un'associazione composta in buona parte da lavoratori e da cassaintegrati di lungo corso delle industrie piombinesi. Ci guidano i principi contenuti nella Costituzione Italiana del 1948 e in particolare la tutela dei diritti sociali fondamentali  piena occupazione, lavoro sicuro e in sicurezza, tutela dell’ambiente, salute, casa, istruzione, non discriminazione. Da quest’ottica vogliamo valutare la vicenda del travagliato confronto tra parti pubbliche e Jindal South West Italy (JSW) sullo sviluppo futuro dello stabilimento siderurgico piombinese, dopo il fallito intervento della multinazionale Cevital.

Come Coordinamento Camping CIG esprimemmo, subito dopo la siglatura dell’Accordo di Programma del 24//7/2018, una severa critica dello stesso, in quanto, a nostro avviso, con esso la Parte Pubblica recepiva passivamente le forti ambiguità che JSW aveva imposto nella formalizzazione degli impegni di investimento. Dopo 2 anni di promesse mancate, nei quali Jindal ha confermato pienamente le nostre perplessità iniziali, la situazione complessiva degli impianti è ulteriormente degradata e non si è visto nessun intervento concreto per lo sviluppo. La gestione del vecchio stabilimento è diventata un ostacolo per lo sviluppo di tutto il territorio: non si creano nuove prospettive per la siderurgia; non si smantellano i vecchi impianti pericolanti e inquinanti; si occupano vaste aree che restano improduttive e vengono sottratte ad usi utili alla diversificazione economica; si induce sui media la falsa immagine di una situazione occupazionale in via di risoluzione, mentre si fanno passi indietro, col rischio di una definitiva uscita dal mercato dello stabilimento. Chiediamo che siano fatti urgentemente i passi necessari affinché lo Stato riprenda stabilmente il controllo gestionale dello stabilimento, con eventuali partner privati che dimostrino interesse reale alla siderurgia piombinese. Solo cosi’ lo stabilimento puo’ tornare a produrre acciaio ( eco-compatibile e lontano dalla città) per essere competitivo coi suoi prodotti finiti. Chiediamo, inoltre, che ogni intervento per tornare a colare acciaio sia realizzato tenendo conto delle esigenze di risanamento ambientale e di diversificazione economico-produttiva della città, all'interno di un ”Piano di rinascita” dell’ Area di Crisi Complessa e S.I.N. di Piombino, sollecitando ingenti finanziamenti pubblici per consentire la diversificazione economica, la partenza delle bonifiche, il potenziamento delle infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali, informatiche e dei servizi pubblici fondamentali quali scuola e sanità .

Per lo stabilimento siderurgico (1800 dipendenti, piu’ appalti) da due anni siamo in attesa che JSW presenti un fantomatico piano industriale, che in un paese normale avrebbe dovuto essere presentato prima della firma dell’ Accordo di Programma del luglio 2018. Di rinvio in rinvio, ora JSW lo promette per il 16 settembre, casualmente a quattro giorni dalle elezioni del 20 settembre. Un film già visto in passato, che ora non vorremmo assumesse i contorni di una farsa. Le anticipazioni che stanno uscendo sulla stampa lasciano intravedere un drastico ridimensionamento del piano di sviluppo della siderurgia locale a favore dell’insediamento di un ancora indefinito polo energetico che probabilmente comporterà: rischi rilevanti per l’ ambiente e il paesaggio, ostacoli all’utilizzo delle aree ex siderurgiche e ad una diversificazione economico-produttiva eco-sostenibile; rischi di gestione “monopolistica” per il porto; e infine una pietra tombale sulle aspirazioni della Città al potenziamento delle attività turistiche; il tutto senza consistenti ritorni occupazionali.

Se, come da tempo siamo convinti, non verrà confermato, nella sostanza, il piano già oggetto dell’AdP-2018 (3 forni elettrici, nuovo treno per laminati piani, revamping completo dei treni esistenti) l’AdP deve essere considerato fallito per inadempienza di JSW e andrà avviata un partita completamente nuova, aperta ad eventuali partner privati, ma con lo Stato in posizione dominante nella proprietà dell’impresa, nel quadro di un Piano Siderurgico Nazionale che preveda un polo pubblico tra Taranto, Terni e Piombino, se non si vuole definitivamente affossare la siderurgia italiana e con essa il futuro industriale e quel che resta della sovranità produttiva e politica del nostro Paese.

L'impresa pubblica mista che subentrerà dovrà formulare un nuovo piano industriale che preveda: la compatibilità con le linee guida di un Piano per la rinascita di Piombino; il ritorno al lavoro di tutta la mano d’opera ad oggi formalmente dipendente a Piombino dal gruppo JSW e delle ditte d’appalto; l’autonomia dello stabilimento nella produzione di acciaio per i propri prodotti finiti; il revamping dei treni esistenti; gli smantellamenti degli impianti nell'ex area a caldo ; la liberazione e bonifica in tempi stretti delle aree non utilizzate per consentire l'insediamento di altre attività produttive; la rinuncia a produzioni dannose quali l'acciaio al piombo; la ripresa della trattativa di secondo livello con le Organizzazioni Sindacali, per permettere ai lavoratori il recupero graduale del 30% del loro salario tagliato dagli accordi precedenti. Per il periodo di transizione necessario alla realizzazione degli investimenti la futura Azienda dovrà assicurare le rotazioni al lavoro di tutti i dipendenti, con un controllo ferreo e trasparente da parte dei sindacati e dei lavoratori stessi. Ogni vincolo sopra esposto dovrà rispondere ad preciso e concordato crono- programma , con scadenze certe, verificabili e con penali in caso di inadempienza. Nell'ipotesi che tra le Pubbliche Istituzioni e la nuova Azienda si concordasse un piano industriale siderurgico ridotto rispetto a quanto prospettato nell’AdP-2018, contestualmente al nuovo AdP dovrà essere previsto un progetto per la ricollocazione degli eventuali esuberi, in attività legate a smantellamenti e bonifiche, al potenziamento di infrastrutture ed alla diversificazione economica, nonché, ove necessario, la previsione di uscite volontarie incentivate e la riapertura dei termini delle domande per benefici previdenziali amianto. Ai sindacati chiediamo che stavolta qualsiasi ipotesi di accordo sia sottoposta, prima della firma, alla valutazione dettagliata e all'approvazione dei lavoratori; non dovranno più esserci accordi già sottoscritti e spacciati come verbali di incontro. Alla Amministrazione Comunale chiediamo di sottoporre le ipotesi di accordo al vaglio del consenso della cittadinanza. Al governo chiediamo di fare semplicemente il suo lavoro: promuovere la programmazione industriale, dando concretezze alle affermazioni del Ministro Patuanelli sulla necessità di un Piano Siderurgico Nazionale.

Siamo convinti che per la nostra comunità, la via d’uscita della crisi dovrà necessariamente passare, dall'elaborazione di un Piano di Rinascita per Piombino, le cui linee guida generali siano il frutto di una continua consultazione e partecipazione delle articolazioni della società civile e dei cittadini; una partecipazione strutturata e organizzata, con perno operativo nella Amministrazione Comunale (attraverso i suoi organi collegiali in un confronto costruttivo maggioranza-opposizione), che ricomponga la visione generale della Piombino del futuro. Quella visione dovrà poi tradursi nei progetti specifici che mirino ai finanziamenti europei previsti per l’uscita dalla crisi “post-Covid19”, nonché a quelli prevedibili e incrementabili per le Aree di Crisi Complessa e per i SIN. Pertanto chiediamo: alla amministrazione Comunale di avviare il percorso strutturato di partecipazione cittadina ; al Governo, Regione e Comune di adoperarsi per: il superamento dell’AdP del 2018; per l’ avvio di una nuova impresa pubblica mista; per il supporto ai progetti locali di sviluppo e per i relativi finanziamenti. Prima di qualsiasi accordo con la nuova proprietà dello stabilimento sia organizzato, a Piombino, un grande incontro pubblico, con la presenza del Ministro Patuanelli e della Sottosegretaria Morani, perché si pronuncino sul Piano Siderurgico Nazionale, sul ruolo di Piombino nella prospettiva dell’ammodernamento green della siderurgia nazionale, sulla possibilità di finanziamenti per il Piano di rinascita per Piombino . Auspichiamo che a questa nostra lettera aperta segua una presa di posizione pubblica da parte dei candidati alle prossime elezioni Regionali".



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