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Cultura Venerdì 30 Gennaio 2026 ore 13:19

La storia di Nado che ha modellato il suo destino

Appuntamento sabato in biblioteca per la proiezione del documentario-film diretto da Daniele Farina e introdotto da Gordiano Lupi



PIOMBINO — Sabato 31 Gennaio Piombino dedica un evento speciale a Nado Canuti, artista di rilievo nazionale e internazionale, profondamente legato alla città, che ne conserva ancora oggi numerose opere simboliche. Alle 17 in Biblioteca Civica Falesiana si terrà infatti la proiezione del film-documentario “Nado”, diretto da Daniele Farina, con introduzione di Gordiano Lupi.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Piombino – Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Biblioteca Civica Falesiana, sarà l’occasione di approfondire l’opera e rendere omaggio a uno scultore che ha saputo creare un percorso artistico di grande forza e identità.

“Nado Canuti è uno scultore che rappresenta Piombino: la sua storia personale, il legame con il mondo del lavoro, il ferro e il bronzo delle sue opere parlano la stessa lingua della nostra città. – ha dichiarato l’assessora alla Cultura Sabrina Nigro - Con questa iniziativa vogliamo far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, un artista profondamente legato a Piombino, che continua a raccontarci con le sue opere. L,’evento non è solo un omaggio, ma anche un invito a riscoprire, attraverso l’arte, l’identità culturale e storica della città”.

Nato a Bettolle (SI) il 6 Agosto 1929, Nado Canuti arriva a Piombino negli anni Cinquanta e lavora alle Acciaierie di Piombino. In quegli anni inizia a esporre le sue opere pittoriche in vari spazi cittadini, tra cui la Biblioteca Comunale di via Cavour. Autodidatta, dopo il licenziamento dall’Italsider nel 1966, decide di cambiare radicalmente vita e di dedicarsi interamente all’arte. Si trasferisce a Milano alla fine degli anni Sessanta, avviando una carriera che lo porterà a esporre in contesti prestigiosi in Italia e all’estero, da Brescia a New York, passando per Milano, Parma, Crema. Pur trasferendosi al nord, Canuti non ha mai reciso il legame con Piombino, lasciando in città un patrimonio artistico importante e diffuso: dalle opere nella Chiesa dell’Immacolata (Via Crucis, Fioretti di San Francesco, arredi dell’altare, Ultima Cena), agli arredi e alle sculture nella chiesa di Salivoli, fino alle opere al Cimitero comunale, comprese quelle della Cappella Fazzi. 

Tra le opere, emblematica la Fontana dei Tre Orologi in piazza Gramsci, inaugurata nel 2006, che richiama la memoria storica della piazza e l’attivazione del primo acquedotto cittadino.


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