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martedì 12 novembre 2019

Lavoro venerdì 17 agosto 2018 ore 18:00

Lavoro e imprese, la Val di Cornia col segno meno

Foto di repertorio

Il report periodico della Camera di Commercio fotografa l'andamento delle imprese nel primo semestre del 2018. Tutti i numeri



PIOMBINO — Il secondo trimestre del 2018 conferma l’andamento già osservato nello stesso periodo degli anni precedenti: un sostanziale e generalizzato aumento congiunturale delle imprese, in parte dovuto alla spiccata stagionalizzazione della nostra economia. A mostrare una panoramica la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno.

Fra i settori economici nella provincia di Livorno si osserva il buon incremento delle imprese che operano nell’alloggio e nella ristorazione e, più in generale, della maggioranza dei comparti del terziario, con l’esclusione di commercio, logistica ed attività immobiliari. Ancora negative le variazioni di costruzioni, attività manifatturiere e settore primario.

A metà 2018 le sedi d’impresa registrate in provincia di Livorno ammontano a 32.991 unità, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si registra un calo di 74 unità, corrispondente ad una diminuzione dello 0,2 per cento. Come sovente accade allo scadere del secondo trimestre di ogni anno, anche in questo caso si riscontra una crescita congiunturale del +0,4 per cento.

Dopo la vistosa crescita messa a segno nel triennio 2014-2016, il tessuto imprenditoriale livornese mostra una certa stazionarietà che, con l’inizio del 2018, tende ormai alla decrescita. Il 2018 con molta probabilità si chiuderà con un livello di imprese inferiore al precedente.

Nel corso del secondo trimestre 2018 si è osservato quanto già emerso nei periodi precedenti: una robusta e generalizzata crescita tendenziale delle società di capitale (+2,7 per cento) ed al contempo un arretramento in termini d’imprese individuali (-0,8 per cento) e, più evidente, di società di persone (-1,7 per cento), con una sostanziale stabilità delle altre forme giuridiche. Nel complesso, le società di capitali e di persone caratterizzano poco più di 40 imprese su 100, mentre la parte più cospicua, 56 imprese, continua ad essere costituita dalle imprese individuali.

Le sedi d’impresa attive si contano in 28.389 unità, 50 in meno rispetto al medesimo periodo del 2017, valore che genera una variazione tendenziale di -0,2 punti percentuali.

Osservando gli andamenti dei quattro Sistemi Economici Locali (SEL), si rileva la sostanziale stabilità nel numero d’imprese attive del SEL capoluogo e della Val di Cecina e, al contempo, il buon guadagno messo a segno dall’Arcipelago (+0,5 per cento) e la caduta patita dalla Val di Cornia (-0,7 per cento).

Nel corso del secondo trimestre 2018 si sono avute 503 iscrizioni (+5,7 per cento tendenziale) e 363 cancellazioni (+9,0 per cento), per un saldo positivo di 140. È evidente che tale saldo genera una tendenza alla crescita (tasso di crescita) positiva (+0,4 per cento). Le unità locali registrate ammontano a 8.365, delle quali 4.947 aventi sede in provincia e 3.418 fuori provincia. 

Nei vari settori economici, il balzo in avanti è registrato grazie alle imprese che svolgono attività di alloggio e ristorazione (+2,1 per cento) e più in genere di tutti i comparti del settore terziario, con l’esclusione delle attività immobiliari (-0,8 per cento) e del settore logistico (-1,1 per cento). Le note dolenti vengono, come nei trimestri precedenti, dalle costruzioni (-0,9 per cento), dalle attività manifatturiere (-1,0 per cento), dal commercio (-1,3 per cento) e, in misura minore, dal settore primario (-0,2 per cento).



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