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Politica Mercoledì 08 Luglio 2026 ore 10:00

"L’Officina Falesiana come la piramide di Cheope"

Gelichi (Ascolta Piombino): "Nessuno si chiede se questi costi di esecuzione siano congrui con le casse di un piccolo comune"



PIOMBINO — A proposito della fine dei lavori dell'ex polo culturale Officina Falesiana e della ricerca di un gestore, è intervenuto Riccardo Gelichi portavoce di Ascolta Piombino. 

"Un’opera partita nel 2005 e imponente, tempi paragonabili alla costruzione delle piramidi, costata otto milioni di euro, cambia nome con l’amministrazione Ferrari giocando sulle funzioni. - ha ricordato Gelichi - La diatriba fra opposizione e assessore alla cultura si riduce quindi sulla dinamicità e lo scambio culturale, mentre nessuno si chiede se questi costi di esecuzione siano congrui con le casse di un piccolo comune. Inoltre, viste le cifre del bando di assegnazione della gestione, che vede una gara triennale di 3,55 milioni di euro, noi ci chiediamo se e per quanto tempo, questo comune possa permettersi di sostenere queste spese gestionali, di quello che sarà poco più di una biblioteca. Temiamo altresì che, oltre questo milione e spiccioli annuo, si debbano aggiungere le spese delle utenze: gas, luce, acqua e aria condizionata che, visti i volumi della struttura, potrebbero essere molto ingenti. L’altra domanda che sorge è se sia stata valutata la possibilità di far gestire un bene pubblico da un altro soggetto pubblico come la Parchi val di Cornia, visto che anch’esso grava sulle casse comunali per cifre che sfiorano il milione annuo e una commessa di questa entità sarebbe stata linfa vitale. Insomma, alla fine avevamo bisogno di una biblioteca e con al massimo un milioncino, la potevamo ricavare all’ex Pagaso, molto prima e con costi gestionali molto inferiori; una sede meno centrale facilmente raggiungibile e vicino alle scuole, oltre il vantaggio di recuperare un bene storico oggi in disuso e fatiscente. Certo, se ci limitiamo al lustro è tutto bello, anzi, bellissimo ma poi non ci lamentiamo se le cose non funzionano". 

"Noi avremmo preferito far scivolare il dibattito sugli aspetti pratici, scelte che potessero prevedere la liberazione di risorse per la sistemazione delle strade, del cimitero o il miglioramento dei servizi al cittadino, insieme ad una città più decorosa. Sarebbe stato gradito anche uno sforzo per avere almeno un cinema. Questo progetto era faraonico, sbagliato fin dall’inizio e fuori portata, a proposito di visione. Questa ormai è la città dei paradossi, delle battaglie perse e delle narrazioni felici, incorniciati da opere bibliche che stridono pesantemente col contesto", ha concluso Gelichi.


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