Attualità Domenica 19 Aprile 2026 ore 07:26
Luciano Bianchi, bandiera nerazzurra

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornai ripercorriamo con Gordiano Lupi un'altra pagina di storia calcistica. Foto tratte da Almanacco Nerazzurro
PIOMBINO — Se c’è un calciatore che può essere definito la bandiera del Piombino almeno per un quarantennio - dai primi anni Sessanta fino al Duemila - per classe e per carisma, dobbiamo fare il nome di Luciano Bianchi, nato a Bolgheri il 12 ottobre del 1949, definito attaccante dai manuali del calcio, ma è riduttivo, lui era un fantasista, un centravanti di manovra, un talentuoso funambolo del pallone. José Altafini, nel corso di un Piombino - Juventus amichevole (2 giugno 1975, risultato finale 1-4), dopo averlo visto segnare un magico gol su punizione a Piloni, gli chiese stupito: “Ma tu che ci fai in questa categoria?”. Era vero, Luciano giocava nel Piombino solo per amore (in certi casi, per assurdo, poco ricambiato) e non avrebbe potuto indossare altra casacca se non quella nerazzurra. Andiamo per ordine, le prime due stagioni Luciano le gioca a San Carlo; 17 anni debutto in Seconda Categoria, 18 anni conferma, 38 gare e sei reti. Niente male per un ragazzino appena uscito dalla lega giovanile. A 19 approda nel Piombino, è la stagione 1968/69, serie D, totalizza 17 presenze e segna pure un gol. Il salto è grande, dai dilettanti di San Carlo al semiprofessionismo della Quarta Serie, che lo vede esordire al Magona in un Piombino - Pontedera 2 a 1 (gol di Ennas e Maletta), il 22 settembre del 1968. Per me è un anno importante, perché anch’io entro al Magona per la prima volta, da modesto tentativo di calciatore e (soprattutto) da spettatore, insieme a mio padre. La mia prima partita è Piombino - Quarrata 0-2 (24 novembre 1968) e i giallorossi di Pistoia mi guastano il regalo di compleanno. Il primo gol di Luciano nel Piombino porta la data del 20 ottobre 1968, al Magona, contro Le Signe (2-0), al 44’ del primo tempo, mentre il raddoppio è di Maletta. Purtroppo è un campionato sfortunato, il Piombino di Remo Lancioni (un reduce della serie B) segna poco e finisce ultimo (25 punti), retrocessione tra i dilettanti, nonostante il tentativo di cambiare allenatore con la coppia Gino Ieri - Dante Pepi. Nella stagione successiva (1969/70) Bianchi viene mandato a San Vincenzo a farsi le ossa in Prima Categoria, gioca 13 partite e segna 3 reti, ma si fa notare sempre tra i migliori in campo, quando viene schierato negli undici titolari. Va da sé che il Piombino lo richiama e dal 1970/71 non abbandona più i colori nerazzurri, fino al 1982/83, stagione al termine della quale decide di appendere le scarpette al chiodo.

Tredici stagioni consecutive con i colori del Piombino, fino a diventarne capitano e simbolo, quattordici campionati in nerazzurro, contando anche il primo di cui abbiamo già parlato. Vediamoli rapidamente. Ventotto presenze nel 1970/71 - stagione in cui gioca anche il fratello Claudio come portiere alternativo al grande Innocenti - con 5 reti nel sacco; la maglia indossata di solito è la numero 10, quella del regista con licenza di segnare, mezza punta davanti agli attaccanti Nannini e Valeri, a dar sostegno a Fanini che corre sulla fascia e respiro al motorino Mazzaccherini. Un Piombino dalla difesa straordinaria composta da Topi, Medda, Lavarello e Fommei; in mezzo al campo c’è ancora Carlo Maletta, che presto purtroppo s’infortuna (con lui anche Puntoni e Lavarello). Presidente Gino Volpi, allenatore Guido Ansaldi, il Piombino raggiunge la salvezza in Promozione con 28 punti. Nella stagione 1971/72 Luciano Bianchi indossa ancora la casacca numero 10, alternandola con la maglia numero 8; Piero Fiorindi lo vede centrocampista e lui obbedisce, gioca 29 partite e segna 4 reti. Un bel Piombino, del quale ho parlato tante volte, che schiera gente come Viacava e Zecchini, senza dimenticare il giovane Guasti, Costanzo (il sub divorato dallo squalo), Pierozzi, Bartalucci e Valeri. Arriva soltanto quinto con 37 punti e non partecipa agli spareggi, ma la squadra gioca bene e diverte.

Nel 1972/73 Luciano gioca 27 partite e segna 2 reti, ma è un anno travagliato, si parte con mister Roberto Gori (portiere di Lazio e Livorno), poi viene richiamato Piero Fiorindi, ma non si va oltre il nono posto, che significa salvezza (29 punti). Alfredo Pierozzi gioca il suo ultimo campionato. La stagione 1973/74 vede Luciano Bianchi disputare 26 partite e segnare 3 reti. Il Piombino di Fiorindi arriva decimo (28 punti), nonostante le ambizioni e con giocatori come Del Sante, Fommei, D’Aurelio, Faggiani, Pallavicini e Renzoni, oltre ai piombinesi Cardinali, Chelotti, Viacava, Giannellini e Pellegrini. Ultima stagione per il grande Edo Topi (altra bandiera, 300 gare in nerazzurro!). In questa stagione sportiva - il 19 agosto del 1973 - si ricorda un’amichevole di lusso contro la Fiorentina (1-11, gol di Pallavicini), durante la quale Luciano incontra il suo idolo Giancarlo De Sisti. Si riparte dalla Promozione anche nel 1974/75, Luciano è ancora capitano del suo Piombino, nonostante diverse richieste da parte di squadre di categoria superiore non ci pensa neppure a lasciare il terreno verde del Magona. Sono 26 le presenze ed è capocannoniere dei nerazzurri con 8 reti, impiegato prima da Nicola Ponzio (avvocato livornese esonerato dopo poche domeniche) e poi da Emilio Reami (salvatore della patria) in posizione più avanzata, come centravanti di manovra. Primo anno alla presidenza per il dottor Renzo Finucci che prende il posto di Gino Volpi. Stagione di passaggio caratterizzata dalla scoperta di alcuni giovani come Claudio Pallini (tecnicamente ottimo), oltre agli acquisti di Saviozzi, Guerra, Brondi e Matacera. Piombino decimo (31 punti) in una classifica cortissima dove il quarto in classifica ha 32 punti. Stagione di festa con un’amichevole storica come Piombino - Juventus che abbiamo raccontato molte volte. In rapida successione vediamo il 1975/76 con Emilio Reami e la mancata promozione in D; Luciano Bianchi è ancora centravanti di manovra alla Hidegkuti (famoso calciatore ungherese che ricopriva tale ruolo), che mette in carniere 30 presenze e 11 reti (ancora capocannoniere). La vittoria del campionato è rimandata al 1976/77, in volata sul Fucecchio, allenatore il pisano Barontini; Luciano gioca 29 gare con la maglia numero nove (ormai classica) e segna 8 gol, meglio di lui solo gli attaccanti Biagini (9) e Di Pietro (12).

Otto anni dopo è di nuovo serie D e Luciano Bianchi può dirsi tra gli artefici di una fortemente voluta promozione. In questa stagione il Piombino gioca prestigiose amichevoli, tra queste un incontro precampionato in notturna contro il Perugia e uno di fine campionato per festeggiare la promozione contro il Torino di Claudio Sala e Gigi Radice. La stagione 1977/78 vede Luciano con 22 presenze e 2 reti, sempre con la maglia da centravanti tattico. Il Piombino di Pippo Favilli si salva in serie D. Nel 1978/79 vediamo ancora una buona serie D con il Piombino di Magherini che si piazza quinto e sfiora la serie C. Luciano Bianchi 20 volte in campo e 5 reti, sempre con la maglia numero nove. Ultima stagione in D è il 1979/80, ma non è un anno fortunato, sia per la brutta retrocessione, sia perché Luciano si deve operare al ginocchio e gioca solo 9 partite (segna un gol). Il Piombino torna mestamente in Promozione nel 1980/81; Luciano Bianchi ha 31 anni, gioca comunque 26 partite e segna 4 reti, guida il gruppo da allenatore in campo, aiutando il mister delle giovanili Giuliano Cioni. Settimo posto raggiunto da un Piombino tutto grinta che vede il ritorno a casa (da Orbetello) di Medda e Pallini, nonostante la crisi economica e le ambizioni ridimensionate. In porta c’è Rocchiccioli che torna al suo posto dopo un lungo infortunio che fece sfumare il passaggio al Perugia di Castagner. Luciano Bianchi disputa un buon campionato anche nella stagione 1981/82 (24 presenze, 3 reti), settimo posto guidati dal grintoso Emilio Reami, sostituito nel finale di campionato da Giuliano Cioni, mentre alla presidenza si avvicendano Irio Camarri e Lelio Billeri (aiutato dall’esterno da Aulo Giuliani, presidente ombra). Luciano Bianchi cessa l’attività a 34 anni, con un campionato splendido, la stagione 1982/83 vinta alla grande con 47 punti (4 sul Tuttocalzatura) e il ritorno in serie D (anche se si chiamava Interregionale), guidati da Lamberto Pazzi, l’ultimo allenatore ad aver compiuto l’impresa. Bianchi gioca 21 partite e segna una rete, ma il nuovo mister lo vede centrocampista puro, con la maglia numero 8 (al tempo il numero sulla casacca contava). Un grande Piombino fatto di bravi calciatori locali uniti a giocatori maremmani che Pazzi consce a memoria: Maiolino, Acquaroli, Benemei, Chieffo, Niccolai e Carotti. Ricordiamo ancora la festa di fine campionato contro la Pecciolese (5-0) con gol di Pallini (2), Bianchi e Granucci (2). Stadio stracolmo di pubblico.

Luciano Bianchi cessa l’attività agonistica e passa in panchina. Due stagioni al San Vincenzo in Prima Categoria (dal 1984 al 1986), quattro al Venturina in Promozione (dal 1986 al 1990), quindi il ritorno al suo Piombino, per tre stagioni (dal 1990 al 1993) in Promozione ed Eccellenza. Nel 1993/94 ancora al San Vincenzo in Promozione, quindi tre campionati al Riotorto in Prima Categoria (dal 1995 al 1998), per finire con due stagioni al Rosignano Labrone tra Prima Categoria e Promozione (dal 1998 al 2000) e nel suo Magona, in Prima Categoria, stagione 2000/2001.
Vediamo le quattro stagioni come allenatore del Piombino. Sesto posto in Promozione nel 1990/91, quando subentra all’esonerato Emilio Reami (era stato suo allenatore), chiudendo con cinque vittorie consecutive, a ridosso delle prime. Un buon Piombino con giocatori di valore come Nilio Agroppi, Bonaiuto, Castorani, Guazzini, Navarri e Paci. Confermato per la Stagione 1991/92, arriva secondo dietro alla Sangimignanese e passa in Eccellenza, staccando il Tuttocuoio. È un Piombino di qualità con attaccanti come Grillotti, (13 reti), Pierini (10) e Granucci (4). La stagione 1992/93 vede il Piombino disputare un grande campionato di Eccellenza (girone unico), ma l’obiettivo serie D viene mancato per un soffio. Luciano Bianchi arriva quarto, a 4 punti dalla prima (Sangiovannese). Un Piombino protagonista del campionato, ben guidato dal tecnico, che schiera giocatori di valore come De Angeli, Frolli, capitan Balestracci (2 gol), Cardinali (8 gol), Grillotti (14 reti!) e Pierini (8 gol). La chiusura con il calcio che conta di Luciano Bianchi è la stagione 2000/01, alla guida del Piombino in Prima Categoria, ma nonostante le premesse positive è un campionato infausto che si chiude con l’ultimo posto in classifica e la retrocessione in Seconda Categoria. Luciano deve dare le dimissioni dopo la quarta sconfitta consecutiva e lascia il posto a Mauro Serena, ma il problema è la grave crisi societaria che non permette di allestire una squadra competitiva.
Per completezza, grazie all’amico Giovanni Gualersi, citiamo anche quattro campionati disputati da Luciano Bianchi nel Mobilgronchi, la Juventus del calcio amatoriale, la prima volta dal 1983 al 1985 - subito dopo aver attaccato le scarpette al chiodo nei campionati dilettanti - con 13 presenze e 10 reti (forse sono di più, la stampa non è precisa su certi tornei). Altre apparizioni dal 1989 al 1991 sempre nel Mobilgronchi, con almeno altre due reti.
Luciano Bianchi è stato un grande calciatore, corretto e sportivo, innamorato dei colori nerazzurri del Piombino, capitano e condottiero di una squadra che l’ha sempre visto in prima fila, in ogni campionato contro tutti gli avversari. Trecentotrentacinque partite e cinquantotto reti con la maglia del Piombino. Una bandiera!
Gordiano Lupi
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