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Attualità sabato 06 marzo 2021 ore 18:20

I manifesti per le donne non piacciono a tutti

La campagna Essere donna per la Giornata internazionale della donna parte con il piede sbagliato e molte donne non l'hanno condivisa



PIOMBINO — "I manifesti della campagna Essere donna hanno uno scopo preciso: quello di far emergere e imporre alla riflessione un dato che troppo spesso sembra sfuggire e cioè che l’impalcatura sociale si regge su un solo fondamento: le donne e il loro lavoro, dato per scontato, non retribuito, non valorizzato, ma che di fatto è l’architrave che tiene in piede l’intera struttura sociale. In questo senso abbiamo cercato di individuare nel tessuto locale quelle figure di donne eroine del quotidiano che si barcamenano tra lavoro, famiglia e interessi personali". Così la presidente della Commissione per le pari opportunità Rosalia Di Falco e l'assessora alle Pari Opportunità Carla Bezzini hanno voluto fornire una spiegazione ai manifesti affissi in questi giorni in vista della Giornata internazionale della donna che hanno creato nuove polemiche rispetto alla scelta dei contenuti riportati.

I manifesti sono caratterizzati dalle foto di donne del territorio, con indicata la professione o cosa fanno nella vita, in alcune è indicato che sono mamme. 

"Cercare di evidenziare i punti di quella traccia straordinaria di lavori che rendono possibile la vita sociale: i lavori delle donne, tutti i lavori che, sia per motivi storici i culturali sia per un welfare sempre più assente, vengono attribuiti da sempre alle donne. Perché parlare solo di donne importanti, di donne che ce l’hanno fatta ad emergere e a far valere Il proprio talento, oggi rischia di essere riduttivo. Nel sottobosco di questi talenti che ancora fanno notizia perché eccezioni c’è una quotidianità sommersa in cui il lavoro femminile è costretto ad una coniugazione quotidiana faticosa e non riconosciuta con obblighi, stereotipi e limitazioni. - hanno aggiunto - Il tentativo è quello di entrare nella materialità della vita quotidiana, lanciare uno sguardo trasversale sulle disuguaglianze di genere che attraversano gli spazi che abitiamo, nelle mura domestiche più che nelle accademie, nel lavoro salariato o della piccola imprenditoria. Ed evidenziare, con volti sorridenti, quanto l’arcobaleno femminile è, nonostante tutte le paure e le costrizioni, luminoso e forte. Queste immagini vogliono essere un primo contributo alla riflessione: approfondiremo l’analisi ed estenderemo la dimensione del progetto. Il mondo femminile è ampio e variegato: un mondo potente che ancora oggi nel 2021 necessita di emergere". 

I manifesti non hanno però per nulla convinto le rappresentanti dei gruppi Pd e Con Anna per Piombino e dei quartieri che fanno parte della Commissione per le Pari opportunità tanto che hanno spiegato in una nota la loro posizione. 

"La proposta condivisa era quella di uscire con manifesti che rappresentassero donne famose a livello nazionale e donne rappresentative sul territorio, con la sola indicazione della professione o del loro ruolo nella società. La campagna definita Essere donna doveva avere l'intento di ritrarre donne comuni eroine di tutti i giorni che si destreggiano tra la vita familiare e quella lavorativa, tra tutte le difficoltà che, purtroppo, sono ancora tipiche esclusivamente delle donne. L'aggiunta della descrizione mamma non era stata concordata in Commissione e ci rammarica non aver chiesto la visione della bozza dei manifesti prima dell'affissione. - hanno spiegato - A onor del vero non abbiamo contribuito materialmente neanche alla scelta del contenuto e alla selezione finale dei volti ma vogliamo comunque presumere la buona fede. Oggi testimoniamo che il messaggio uscito non è stato capito dalla molte donne che si sono ritenute indignate, offese ed escluse da questa rappresentazione. L'intento, seppur non riuscito, doveva essere solo quello di accendere i riflettori su quanto le responsabilità quotidiane siano ancora per la maggior parte sulle spalle delle donne, così come spiegato anche nel comunicato ufficiale della Cpo.

"In realtà il messaggio trasmesso, con l'aggiunta della descrizione dello status mamma risulta fuorviante, soprattutto rispetto al diritto di scelta della maternità. - hanno aggiunto - Vogliamo inoltre ancora una volta esprimere la nostra indignazione per la vela che sta girando in città, ed in maniera davvero impropria davanti alle scuole, con un messaggio di chiaro attacco alla 194".

"Noi siamo noi", così ha esordito Rifondazione Comunista di Piombino gruppo rappresentato all'interno della Commissione e che si dissocia dall'iniziativa della campagna Essere donna promossa dalla Commissione per la Pari opportunità. "Una donna non si definisce per quello che fa o per la sua capacità riproduttiva, ma per quello che è, ed ognuna è perfetta ed unica nella sua diversità".

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