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Attualità martedì 19 gennaio 2021 ore 20:45

Parchi, Tognoli spiega il perché dei musei chiusi

Il museo archeologico d Piombino

L'amministratore delegato della società Parchi Val di Cornia ha spiegato le ragioni che hanno portato a non aprire nonostante il Dpcm favorevole



PIOMBINO — L'Amministratore Delegato della Società Mauro Tognoli ha spiegato in una nota le motivazioni che hanno spinto a non aprire i musei della Parchi Valdicornia, soprattutto dopo le critiche apparse nelle ultime ore (leggi qui l'articolo collegato).

"La possibilità di aprire i musei e gli altri luoghi della Cultura nei giorni infrasettimanali è diventata concreta con il Dpcm dello scorso 15 Gennaio e non ha trovato impreparata la Società Parchi. Come di consueto, nei giorni infrasettimanali dei mesi di Gennaio e Febbraio, sono previste nei parchi e nei musei attività di manutenzione e di presidio alle strutture, che affiancano le attività tecnico-scientifiche e quelle di programmazione della stagione primaverile e estiva. - ha spiegato l'ad Tognoli - Tali attività in questo particolare momento sono svolte a rotazione e con flessibilità dal personale Parchi che, per motivi di contenimento del Bilancio, si trova in regime di Cassa Integrazione. Alla decisione temporanea di non aprire al pubblico hanno concorso diverse valutazioni, la maggior parte riconducibili alla sostenibilità economica per l'incidenza significativa dei costi per le sanificazioni delle strutture, per esempio il museo archeologico si sviluppa su tre piani con oltre 2mila metri quadri di esposizione con relative vetrine e bagni al piano); e la necessità di contenere i costi del personale e di sostenere tali costi in funzione di una migliore predisposizione del servizio al momento in cui un'apertura non sarà più limitata, poco utilmente, ai giorni infrasettimanali di zona gialla, con il rischio che dopo una settimana sia necessario chiudere nuovamente tutto per un eventuale passaggio a zona arancione".

"Un'azienda pubblica come la Parchi, sostenuta con i soldi dei cittadini, ha il dovere di soppesare bene in quali azioni e con quali obiettivi le sue risorse debbano essere impiegate. - ha aggiunto - E pur nel riconoscere che un'apertura possa essere un gesto simbolico, un segnale importante, la Società ha preferito la concretezza di impiegare al meglio il sostegno economico delle Amministrazioni in momenti più opportuni anche per l’utenza più vasta. Ricordiamo che la Toscana è rimasta in zona gialla con un indice del contagio dello 0,97%, dunque per una percentuale pari allo 0,03% davvero risibile, rispetto a quell'1% che decreta il passaggio nella zona di rischio più alta che non prevede l'apertura di musei e luoghi della Cultura. La Società ha preferito rinunciare al momento alla apertura reale, che da un'attenta analisi delle provenienze dei visitatori, resa possibile da un sistema di bigliettazione che registra anche questo tipo di informazioni, avrebbe significato non avere pubblico o comunque averne in percentuale molto bassa a favore di attività online, come i Musei Narranti, condivisa con altre 150 realtà nazionali, o l'offerta di didattica in fase di lancio per le scuole in Dad come dalle stesse sollecitato".

L'Amministrato delegato ha posto altre questioni, invitando a non paragonare le realtà museali pubbliche e private che insistono sul territorio.

"La Parchi come società pubblica ha necessità di condividere con i Comuni Soci ogni decisione che incida sul Bilancio Previsionale 2021 già approvato dal CdA ma in attesa di ratifica da parte della Conferenza dei Sindaci e questo aspetto richiede dei tempi che sono molto diversi da quelli di realtà private, così come sono diverse le tempistiche inerenti le modalità di lavoro dettate dalla disciplina a cui è soggetta una società pubblica. - ha spiegato - Purtroppo non è tempo per gesti simbolici a sfondo dimostrativo ma possibilmente per una attenta e seria concretezza. In questo senso la Parchi ed il suo personale stanno facendo del loro meglio, come previsto dal Piano 2021 in attesa di approvazione da parte dei Comuni Soci, per riprendere al più presto la sua attività in piena ottemperanza di quanto disposto dal Dpcm in vigore, assicurando le condizioni per una fruizione in sicurezza e rispettosa delle regole".

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