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giovedì 12 dicembre 2019

Lavoro giovedì 10 maggio 2018 ore 09:00

Per il Camping Cig ora servono certezze

Basta indiscrezioni, il coordinamento di lavoratori Aferpi vuole conoscere il piano industriale per il futuro dell'acciaieria e non solo



PIOMBINO — "Continua il balletto delle indiscrezioni", così il coordinamento Art.1 - Camping Cig ha firmato una nota chiedendo di capire una volta per tutta a che punto è l'accordo per il futuro dell'acciaieria di Piombino.

"Vogliamo che prima della stipula del contratto il piano industriale e finanziario venga discusso e approvato o respinto da lavoratori e cittadini. La firma deve essere condizionata a questo. - hanno aggiunto - Un piano industriale coerente, che parta dalla ripresa delle laminazioni, ma che anche fissi i termini per la costruzione di una acciaieria con forno elettrico, con tempi certi di realizzazione e con penali su ritardi o modifiche in corso d’opera. Un piano industriale e finanziario che ci dica a quale utilizzo sono destinate le aree retro-portuali, quali sono gli indirizzi di vendita, quali e quante sono le risorse finanziarie messe in campo. Sul piano dell’occupazione e dei diritti dobbiamo avere le stesse garanzie che i sindacati chiedono per Ilva: piena occupazione per lavoratori diretti e indiretti, assunzione in continuità, mantenimento dei livelli salariali e dei diritti sindacali maturati negli anni, rotazione per l’inevitabile periodo di tempo necessario a realizzare gli investimenti. La stessa logica deve valere per la Magona".

Le prospettive per questo territorio sembrano dilatarsi ancora una volta.

"Sembra che i nostri amministratori, espressi tutti da un’unica forza politica, vogliano ridurre il territorio di Piombino a divenire unicamente un polo di trattamento rifiuti, con discariche più o meno in sicurezza e di cui si propone più del raddoppio del volume attuale, con impianti sperimentali che vengono sistematicamente rifiutati da altri siti, con imprese più o meno finanziariamente solide che si lanciano nel cosiddetto ecobusinnes. - hanno detto - È una scelta inaccettabile: vogliamo una diversificazione produttiva che sia veramente di sviluppo ecologico, ma nel senso di ridurre al massimo la produzione di inquinamento. Per questo sollecitiamo strumenti eccezionali per realizzare le indispensabili bonifiche di un territorio che per troppo tempo ha subito violenza".



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