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Politica venerdì 20 novembre 2020 ore 16:47

Polo culturale, "poche idee e confuse"

Polo culturale durante i lavori

Pd e Con Anna per Piombino critici sulle indicazioni dell'assessore Parodi sul futuro Polo culturale e la mancanza di un percorso partecipato



PIOMBINO — Anche le opposizioni Pd e Con Anna per Piombino non condividono le proposte illustrate dall'Amministrazione per il futuro del Polo culturale. 

"Curioso leggere la velocità con cui alcuni argomenti ignorati dalla giunta, diventano improvvisamente all'ordine del giorno come priorità, solo quando incalzata e sollecitata dalle opposizioni. Abbiamo dovuto richiedere la convocazione di una IV commissione con odg specifico sul Polo Culturale per capire le intenzioni di questa Amministrazione in merito a quest’opera. Dopo quasi due ore di discussione e confronto in totale assenza di tecnici, la riunione si è conclusa con la 'promessa' dell'assessore Parodi di riconvocarci quando sarebbe stata pronta una bozza di massima sul progetto che al momento è solo dettagliato da idee sparse e una visita al cantiere da parte dei consiglieri", hanno spiegato i due gruppi consiliari di opposizione sottolineando che a oggi non esiste un cronoprogramma sui lavori e quanti soli saranno necessari.

"Abbiamo capito che la biblioteca, che dovrebbe trovare la sua collocazione naturale all’interno del Polo, rimarrà presso la palazzina di piazza Appiani. Nella struttura di piazza Manzoni sarà trasferito il Centro Giovani, il cui ruolo futuro è ancora completamene ignoto, mentre nei locali di viale della Resistenza che lo hanno ospitato finora verrà creata la Cittadella delle associazioni. Tutto questo senza alcun percorso partecipato: non c’è stato alcun passaggio nei quartieri né un confronto con la città", hanno evidenziato.

"Questa Amministrazione - hanno proseguito - non ha ben capito ancora quale fosse il progetto origine del Polo Culturale, uno spazio aperto e multifunzionale che, oltre a ospitare una biblioteca moderna ed efficiente, aveva l'obiettivo di promuovere politiche di integrazione e coesione per diventare il centro della vita culturale e sociale nell'ambito di iniziative di rigenerazione urbana. Un progetto che aveva un importante significato e che era quello di dare alla cittadinanza non solo una biblioteca adeguata alle nostre necessità, il più possibile fruibile in una struttura che rappresenta la congiunzione tra centro storico e città, in un punto appetibile da un punto di vista turistico. Il tutto ubicato in un edificio con un valore storico importante. Oggi, improvvisamente, non ci sono più gli spazi per accogliere la biblioteca e le spiegazioni portate in IV commissione sono ancora meno chiare negli obiettivi seppur dettagliatissime nelle criticità tecniche espresse dall'ingegnere Vita, neo assessore ai lavori pubblici". 

"Non c'è una ferma volontà politica di portare avanti il progetto, c’è piuttosto la volontà di non occupare tutti gli spazi immaginando altre destinazioni che al momento non si ha il coraggio di esplicitare. Un cambio di funzioni che non pare comprensibile ma che denota ancora una assoluta mancanza di visione di questa giunta", hanno concluso.



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