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mercoledì 17 luglio 2019

Attualità mercoledì 19 settembre 2018 ore 10:16

Referendum: ci sono le firme, depositati i quesiti

L'appello ai sindaci a sospendere la ratifica della vendita del 30 per cento delle azioni di Rimateria. Comitato pronti a scendere in piazza



PIOMBINO — Presentati dal Comitato Promotore Referendario i quesiti in merito al nuovo progetto della discarica Rimateria. Nel primo quesito si richiede il parere dei cittadini sull'ampliamento della discarica a Ischia di Crociano, nel secondo si richiede ai cittadini di esprimersi sulla vendita del 60 per cento delle azioni di Rimateria ai privati.

Il Comitato Salute Pubblica Piombino-Val di Cornia si è più volte espresso contro tali scelte. Lo ha ribadito anche ieri sera all'assemblea straordinaria organizzata all'auditorium del Centro Giovani. 

In una nota, inoltre, hanno ribadito come "i nuovi spazi di discarica richiesti per rifiuti speciali hanno come riferimento il mercato nazionale". Scelta che metterebbe "del tutto in secondo piano le finalità legate alla gestione dei rifiuti speciali del territorio".

"La montagna di rifiuti che colpisce la visuale e l’olfatto di chi si reca dalla 398 a Piombino, chi si avvia alle spiagge della Costa Est o all'oasi del Wwf, è stata creata con rifiuti che provengono da dieci regioni Italiane. - hanno detto - La discarica quindi convoglierà su Piombino rifiuti da ogni dove e darà l'avvio al proposito di fare di Piombino un centro di livello nazionale per lo stoccaggio ed il trattamento dei rifiuti". 

Scelta per il comitato incompatibile con la volontà di sviluppo di turismo, commercio, agricoltura di qualità, attività legate al mare e la nautica da diporto. 

"Il Comitato Salute pubblica di Piombino-Val di Cornia non ha niente contro Rimateria se questa resta al servizio del nostro territorio. - hanno specificato - Il nuovo progetto si basa invece sulle facili e redditizie attività di discarica. Con la vendita delle azioni è certo che i privati sceglieranno la linea di affari più semplice e redditizia (fare discarica) mentre la finalità pubblica di Rimateria, quella legata al riciclo e alle bonifiche, non potrà più essere perseguita, a maggior ragione, quando i Comuni possiederanno solo il 40 per cento delle azioni".

Per questo la proposta di un referendum.
Quale scenario di prospetta per Piombino?

Il 24 Settembre verrà portata all'approvazione dei soci Asiu l'accordo definitivo per la vendita del primo 30 per cento delle azioni di Rimateria a Unirecuperi. Pronte le 3mila firme allegate alla richiesta di referendum. Intanto si sta programmando per sabato 22 Settembre una manifestazione nel centro cittadino mossa dalla preoccupazione "di far diventare Piombino una grande discarica di rifiuti speciali".

"Facciamo un appello ai sindaci proprietari di Rimateria affinché la ratifica dell'accordo definitivo sia sospesa almeno fino a quando la commissione esaminatrice del Comune di Piombino si pronuncerà sulla ammissibilità dei quesiti referendari. - ha concluso il Comitato - Sarebbe un segnale sia di rispetto della democrazia sia verso i 3mila cittadini firmatari e verso la cittadinanza tutta". 



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