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RIGASSIFICATORE venerdì 01 luglio 2022 ore 16:50

Rigassificatore, l'itticoltura chiede garanzie

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil: "Vogliamo garanzia che tenere in porto un rigassificatore non significhi il fallimento di imprese agroittiche e pesca"



PIOMBINO — Le rappresentanze di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno esternato le preoccupazioni e le opinioni di un settore importante a livello nazionale, quale è l’itticoltura, la mitilicoltura e la pesca nel Golfo di Follonica, le quali nel tempo hanno sviluppato un tessuto produttivo rilevante per Piombino e per tutto il golfo. Un settore dove oggi si sfiorano i 300 lavoratori.

"Come rappresentanze di categoria chiediamo garanzie certe per chi ha scommesso in questo territorio, sia come imprenditori che hanno investito cifre considerevoli, sia come lavoratori che riconvertendosi, hanno scelto di restare. - hanno spiegato in una nota - Non siamo per i si o per i no a priori, non siamo tecnici e non conosciamo scientificamente i pericoli o qualsiasi tipo di ricaduta negativa sul territorio. E’ per questo che oggi siamo qui, solo per avere garanzie di tutela per i lavoratori e per gli imprenditori, i quali forniscono una boccata di ossigeno a questo golfo con la pesca, l’itticoltura e la mitilicoltura. Vogliamo la garanzia che tenere in porto un rigassificatore non significhi il fallimento delle imprese agroittiche e della pesca. Per questo, anche se il tempo è limitato, occorrono studi seri e piani dettagliati, anche con la supervisione e la tutela della Regione Toscana tramite l’Arpat, o comunque tramite un ente super partes, non di certo esclusivamente tramite le rassicurazioni assolutamente non esaustive e di parte, fino ad oggi pervenute solo dalla azienda interessata all’istallazione del rigassificatore".

Quello che i rappresentanti chiedono è un patto serio, dove ogni attore di questa storia si assuma le proprie responsabilità in termini economici e legali. E a proposito del memorandum di 10 punti del commissario Giani, si chiede "quale tutela della salute dei cittadini si offre e quali tutele, anche economiche, si vogliono attuare per tutte quelle imprese dell’itticoltura, mitilicoltura e della pesca che operano in e con il mare di questo territorio". 

"Chiediamo di condividere l’inserimento di penali a salvaguardia dell’economia locale in caso di danneggiamenti riconducibili alla presenza del rigassificatore. Rigassificatore che è una priorità nazionale della quale Piombino fa parte e come tale non può e non deve essere soltanto l’agnello sacrificale. - e hanno concluso - Quindi, presidente Giani, rifletta sul contributo che noi, rappresentanti dei lavoratori della Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil abbiamo portato, con idee da condividere e sviluppare per tutelare tutti e non sacrificare qualcuno a beneficio di altri. Piombino adesso vuole solo certezze riguardo salute, lavoro, ambiente ed economia".


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