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Politica martedì 16 maggio 2017 ore 16:29

"Altro che soddisfazioni, la realtà è un'altra"

Dopo il bilancio positivo dell'Amministrazioni, la lista civica Un'altra Piombino smorza i toni è analizza lo scenario da un altro punto di vista



PIOMBINO — "Altro che soddisfazioni", così Un'Altra Piombino fa seguito al comunicato del Comune in cui si fa riferimento agli investimenti e al processo di accorpamento Piombino-Cecina illustrati in terza Commissione (leggi l'articolo correlato).

"Si rimane stupiti a leggere il comunicato, da cui emerge una valutazione sostanzialmente positiva sul 'consolidamento dei servizi socio-sanitari del nostro territorio'Nel comunicato emerge 'soddisfazione per un quadro certamente positivo'".

Da Un'altra Piombino ci si domanda da dove scaturisca tanto ottimismo per il programma sanità (leggi l'articolo consigliato). "E' verità ormai nota che della realtà possono essere date valutazioni diverse a seconda della lente attraverso cui passa lo sguardo: - hanno detto -se guardiamo dal punto di vista della riduzione dell'ospedale a un semplice presidio di base dotato di Pronto Soccorso e di un numero limitato di servizi di base, allora si comprende la soddisfazione. Ma se guardiamo dal punto di vista dell'offerta sanitaria attuale in relazione alla precedente, ci rendiamo conto del drastico depauperamento cui è stata sottoposta tale offerta e ci chiediamo: cosa c'è di cui essere tanto soddisfatti?".

La riforma sanitari della Regione Toscana, in Val di Cornia si è tradotta "nella creazione di una rete tra i due ospedali di Cecina e Piombino, con i servizi essenziali dislocati su due presidi lontani 50 km l'uno dall'altro, la cui definizione finale, tra l'altro, è ancora tutta sulla carta e incerta. Piombino, - ha aggiunto la lista civica - con una popolazione anziana e impoverita da una crisi economica senza precedenti, in questi anni si è vista sottrarre molti servizi: alcune specialistiche sono sopravvissute solo come prestazioni ambulatoriali, altre sono state soppresse (laboratorio analisi, UTIC e senologia) mentre le altre stanno lavorando in condizioni di estrema criticità e con tempi di attesa estenuanti". 

Sul punto nascita arriva la nota dolente. "Nonostante tutti i proclami elettorali, è da tempo destinato alla chiusura. La Casa della Salute, di cui si parla da anni, è ancora in via di definizione e sembra delinearsi solo come un agglomerato di medici di base, ben lontana dal rappresentare la declamata continuità ospedale-territorio. Un'altra unità che sta lavorando in estremo affanno è l'urologia: da una struttura efficiente che fino a pochi anni fa garantiva al territorio prestazioni altamente professionali, siamo arrivati ad un'offerta poco più che ambulatoriale".

"Tutto ciò - si conclude - stride drammaticamente con il programma elettorale con cui il partito di governo ha vinto le ultime amministrative e che prometteva ben altri orizzonti".



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