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domenica 26 gennaio 2020

Politica venerdì 04 dicembre 2015 ore 12:02

L'ospedale non sarà un cronicario

Il gruppo Pd spiega la riforma della sanità toscana che mira a creare presidi ospedalieri di primo livello dove curarsi per intensità di cura



PIOMBINO — Con la riforma sanitaria si annuncia un profondo cambiamento per la sanità toscana e con il tour targato #sanitàda10 si tenta di fare il punto della situazione affinché si possa operare nell’ambito di un confronto consapevole.

Attualmente la sanità in Toscana ha raggiunto delle ottime prestazioni, senza nascondere i disagi delle liste d’attesa e nei pronto soccorso. È lecito domandarsi, allora, perché tutta questa necessità di cambiamento. La risposta l’ha fornita il capogruppo Pd del consiglio regionale Leonardo Marras che, attraverso un calendario serrato, conta di vedere i risultati già dal primo gennaio. Il cambiamento di cui tanto si sta parlando in questo periodo mira a rafforzare la capacità di programmazione, a mettere in relazione le risorse di cui dispone, le professionalità e le tecnologie nell’ottica di maggiori servizi a fronte di meno spesa pubblica.

Risale all’ottobre 2014, la dichiarazione del governatore Rossi che annunciava l’accorpamento delle Asl e dal marzo la legge era già pronta. I punti salienti, più volte sottolineati dall’assessore Saccardi, sono la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del territorio e l’organizzazione ottimizzata. Ad approfondire alcuni aspetti della riforma sanitaria anche il consigliere regionale Pd Gianni Anselmi che nel nuovo assetto organizzativo intravede l’ampliamento dei servizi e il loro rinnovamento con il coinvolgimento del terzo settore.

La tanto chiacchierata riforma, però, deve trovare la sua giusta misura nella pratica garantendo l’omogeneità dei servizi in tutto il territorio toscano. A sottolinearlo è il sindaco di Cecina Samuele Lippi che chiede rassicurazioni per la sanità della bassa toscana, insomma dei presidi da Livorno in giù Elba compresa. Della stessa lunghezza d’onda il segretario di Federazione Val di Cornia Elba Valerio Fabiani che difende le sorti della costa toscana intesa come periferica e non marginale.

L’incontro di giovedì 4 dicembre a Marina di Salivoli ha visto la partecipazione di alcuni cittadini e addetti ai lavori che hanno espresso tutte le preoccupazioni rispetto alle conseguenze dell'attuazione di questa riforma. È sembrato chiaro il riconoscimento alla specificità del caso elbano e la necessità di avere servizi al massimo livello in tutto il territorio. A garanzia di questa territorialità, il ruolo dei sindaci che potranno interagire sempre più con le società della salute.

Riflettori puntati, dunque, sulle sorti di un bacino di utenza di circa 150 mila abitanti a cui si aggiungono i flussi turistici. Per l’ambito territoriale comprensivo della Bassa Val di Cecina e la Val di Cornia si apre l’opportunità di fare rete, ovvero creare un sistema organizzato su vari presidi ospedalieri dove il cittadino potrà rivolgersi in base alle sue esigenze. Intanto in consiglio regionale è stata avviata la discussione delle istanze.

Dina Maria Laurenzi
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