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mercoledì 26 giugno 2019

Attualità mercoledì 28 settembre 2016 ore 18:37

Anche la toponomastica vuole le quote rosa

Sono poche e per lo più sante, le vie in onore delle donne sembrerebbero davvero poche. Piombino ne ha più tutte, Sassetta nemmeno una



PIOMBINO — E' bastato un post su Facebook per scatenare la curiosità sulla toponomastica al femminile. Sì, perché escludendo i nomi che ricordano le figure religiose, i nomi al femminile si possono contare sulle dita di una mano. 

Spulciando in internet abbiamo scoperto un'associazione Toponomastica al femminile che da circa un anno porta avanti la parità anche per quanto riguarda il nome delle vie cittadine. L'associazione ha anche provveduto a censire tutte le vie femminili e per questo vi riportiamo qualche numero per soddisfare la curiosità di quanti hanno pensato che la toponomastica al femminile none è poi una così brutta idea.

A Piombino su 439 strade, solo 20 sono intitolate a donne, sante comprese. Tra i nomi attinti dalla cultura moderna spiccano Rosanna Benzi, Grazia Deledda, Anne Frank, Maria Montessori, Elsa Morante, Matilde Serao, Mariabruna Toni, Marie Curie, Anna Magnani, Nilde Iotti e Norma Parenti. Più note viale Regina Margherita e via Anita Garibaldi.

A Campiglia Marittima ne risultano solo 5 su oltre 200 strade in totale. Oltre alle blasonate Santa Maria, dell'Annunzia e della monaca, una è intitolata a Elsa Morante e una alle donne tout court. Idem a San Vincenzo: tra cui 3 che in onore di Santa Caterina, una della regina Margherita e poi quelle evocative della Sirena e della Principessa.

A Suvereto su 196 strade 6 sono al femminili: una piazza e una via in onore della Madonna, una per Sant'Anna e le altre sono legate alle tradizioni locali come la via della bella ragazza, delle grazie ed una non precisata Raffaella. 

Infine, dal censimento proposto da Toponomastica al femminile, risulta che a Sassetta su 24 vie nemmeno una via è dedicata alle donne, ma a onor del vero solo 2 sono intitolate a uomini. 

Complessivamente in Italia solo il 4 per cento delle strade è dedicato a una donna e di questa percentuale più della metà si riferisce a una figura religiosa constatando che pochissime sono quelle legate alla scienza, alla politica o allo sport. Alcuni comuni, gli ultimi Follonica e Grosseto per riferirci ai casi più vicini, hanno ricevuto richieste formali in merito con apposite mozioni in consiglio comunale per ristabilire le quote rose della toponomastica. 

Dina Maria Laurenzi
© Riproduzione riservata



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