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Politica sabato 29 ottobre 2016 ore 11:01

Quando la diversificazione diventa pocket

L'esempio del consigliere Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino)

Il consigliere Gelichi (Ascolta Piombino) ha espresso tutti i dubbi sull'idea di diversificazione concentrati in un raggio di 2,5 chilometri



PIOMBINO — La maggioranza compatta vota sì alla Variante Aferpi (leggi gli articoli correlati). Ma per il consigliere di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi questo passaggio è sinonimo che "anche la maggioranza inizi a nutrire dei dubbi sulle reali intenzioni di Cevital, soprattutto perché solo loro fino ad oggi hanno parlato con l’azienda". 

"Non ci rende sereni nemmeno il fatto che per togliersi un peso dallo stomaco la maggioranza pensi di mettere nelle mani di un unico imprenditore il destino non solo degli operai ex Lucchini, ma di un’intera città. - ha aggiunto Gelichi - La ripresa della siderurgia, ma anche la diversificazione economica di Piombino, per volontà di questa maggioranza, stanno dentro i piani Cevital, logistica, agroindustriale e siderurgia; non è certo deresponsabilizzandosi che si risolve il dilemma". 

"La visione di un territorio è un dovere di chi amministra, pensare di far convivere all’interno di un’area con un raggio di 2,5 km: croceristica, rottamazione navale, porti turistici, discarica d’amianto e pericolosi, sei pale eoliche di 120 mt di diametro, attività balneari, un forno elettrico che emette pesanti rumori e diossina, vendita di borse di lusso, lo riteniamo quantomeno contraddittorio", ha considerato il consigliere di Ascolta Piombino. 

"Del resto non ci sono alcune certezze rispetto ai terreni che Cevital dovrebbe cedere alla città: - ha aggiunto - quando saranno a disposizione e con quali risorse economiche dovrebbero essere bonificati e riconvertiti ad uso pubblico? Ma soprattutto c’interroghiamo sul metodo seguito per pianificare queste aree, se si pensa che Cevital potrà disporre di 797 ettari di territorio di cui il 79 per cento di proprietà dello Stato, capiamo bene come altre partite si potevano giocare senza risultare subalterni; del resto, se gli imprenditori difficilmente fanno favori, le amministrazioni dovrebbero ponderare bene gli interessi di tutti".

Dina Maria Laurenzi
© Riproduzione riservata


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