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Politica sabato 23 maggio 2020 ore 09:23

"Stop al taglio dei servizi sanitari"

Una tessera sanitaria (Foto di repertorio)

E' Assemblea Popolare a segnalare le problematiche del borgo: "Sempre più difficile fare prelievi, prenotare visite e ritirare risultati diagnostici"



SUVERETO — "Se una cosa ci ha insegnato l’epidemia, è che c’è bisogno di più servizi sanitari sul territorio. E’ necessaria una rete di medicina territoriale vicina alla popolazione, che eviti di ingolfare la rete ospedaliera, peraltro anch’essa già critica nella nostra zona con il rischio di progressivo smantellamento dell’ospedale di Piombino". Parole di Assemblea Popolare Suvereto sollevando alcune questioni a proposito di servizi sanitari nel borgo.

"E' sempre più difficile fare prelievi per le analisi, prenotare visite e ritirare risultati diagnostici. - hanno spiegato - E’ difficile perfino pagare il ticket, anzi impossibile: a Suvereto l’Asl non ha mai installato la cassa automatica o totem che avrebbe consentito di ridurre i disagi, mentre al distretto sanitario di Suvereto l’ufficio amministrativo è chiuso e si possono fare prelievi del sangue solo due giorni a settimana. Il Cup è praticamente bloccato. Anche la tanto sbandierata bottega della salute non è stata messa in grado di diventare un servizio su cui contare per via della disorganizzazione aziendale".

"Tutto ciò - hanno aggiunto - nonostante le ripetute richieste del Comune di Suvereto. Il sindaco Pasquini e l’assessore Magnani hanno trovato il muro di gomma. Perfino nella cosidetta Società della Salute c’è stata sordità alle richieste provenienti dal territorio, con i dirigenti Asl che non hanno voluto dare risposte o non sono stati in grado di farlo. E’ una situazione molto grave, che vogliamo denunciare pubblicamente affinché tutte le forze politiche ed i comuni si mobilitino per impedire una deriva che sta mettendo in pericolo il diritto alla salute e all’assistenza".

Per Assemblea Popolare i comuni sono "sempre più espropriati della capacità di decidere o almeno di incidere sulle scelte che li riguardano, come si è verificato anche per il Centro di riabilitazione di Campiglia. - e concludono - Insierme alla mobilitazione del territorio, anche la Regione dovrà assumersi la responsabilità di questa deriva e apportare dei correttivi, prima che sia troppo tardi".



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