Attualità mercoledì 08 gennaio 2025 ore 11:07
Rinnovabili, possibile ridefinire le aree idonee

L'assessora regionale all'Ambiente Monni ha spiegato che Comuni e Province possono intervenire entro 90 giorni dall'approvazione della legge
TOSCANA — Soddisfazione dell’assessora regionale all’ambiente Monia Monni per le parole di apprezzamento sulla legge per le aree idonee per la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile espresse dal Coordinatore della commissione ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze, Stefano Corsi.
“Fa indubbiamente piacere – ha detto Monni - leggere parole di apprezzamento da parte di una fonte così autorevole rispetto alla complessa legge sulle aree idonee che come Regione Toscana abbiamo messo in campo in tempi record, a seguito di uno straordinario percorso di partecipazione, ascolto e confronto. Si è colto perfettamente lo spirito della norma e la portata innovativa che la stessa esprime. Questa legge – ha aggiunto l’assessora - dopo anni di colpevole ritardo del Governo Meloni, riconosce un ruolo strategico agli Enti Locali nelle scelte localizzative, in un’ottica di corresponsabilità e condivisione, ma nasce dall’assunzione di scelte nitide da parte della Regione, che non si è voluta in alcun modo sottrarre al ruolo assegnatole dalla legge nazionale”.
“La norma – ha spiegato Monni per chiarire - prevede che la rideterminazione delle aree idonee avvenga una volta nell’ambito di un percorso tra Comuni e Province, che non potrà durare più di 90 giorni dal momento dell’approvazione della legge da parte del Consiglio regionale. Se uno o più Comuni fossero inerti o decidessero di non ridefinire le proprie aree idonee, rimarranno valide quelle definite proprio dalla Regione nella legge in esame. E' importante chiarire che il ruolo di rideterminazione delle aree idonee assegnato ai Comuni riguardo agli impianti fotovoltaici e agrivoltaici deve comunque tenere conto della necessità di rispettare pienamente l’obiettivo che a livello nazionale ci è stato assegnato: +4,2GW al 2030. I Comuni potranno meglio definire le aree idonee sulla base delle proprie peculiarità territoriali o aumentarle, mentre le cosiddette aree non idonee sono state individuate dalla Regione e non potranno essere oggetto di ridefinizione".
"La legge Toscana, in ossequio al principio costituzionale di sussidiarietà, concretizza una modalità di governo multilivello, che ci consentirà di costruire un percorso di conversione energetica coerente con il territorio, il settore agricolo e con i valori paesaggistici unici che la nostra regione esprime, limitando al massimo dannose speculazioni”, ha concluso Monni.
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