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Politica Giovedì 25 Giugno 2026 ore 13:41
Rinnovabili, nuova lente sulla Val di Cornia

Incontro con il consigliere Franchi (Pd): "Serve equilibrio tra nuovi impianti e rispetto del paesaggio. La legge nazionale esautora Regioni e Comuni"
VAL DI CORNIA — Il consigliere regionale del Partito Democratico Alessandro Franchi ha incontrato le prime cittadine di Campiglia Marittima, Castagneto Carducci e Suvereto a seguito dell'assemblea in Val di Cornia dedicata al rischio di proliferazione selvaggia di progetti legati alle energie rinnovabili (leggi qui l'articolo collegato).
Al centro del colloquio vi è stata la necessità di governare un processo che, se lasciato esclusivamente alle dinamiche di mercato, rischia di produrre effetti irreversibili sul tessuto economico e ambientale locale.
"Assistiamo – ha spiegato Franchi – a una proliferazione di richieste d’autorizzazione in Val di Cornia di nuovi impianti fotovoltaici e agrivoltaici, di cavidotti, di reti e impianti BESS: parliamo di una stima di oltre 400 ettari di terreno. Come Partito Democratico siamo da sempre favorevoli al massimo dispiego delle energie rinnovabili, una sfida indispensabile per il futuro energetico e ambientale del Paese. Tuttavia, nei pesanti limiti imposti dalla normativa nazionale, riteniamo che occorra un governo della situazione. Senza una pianificazione strategica, il rischio concreto è quello di una proliferazione incontrollata di impianti che finisce per danneggiare territori che vivono principalmente di agricoltura di qualità e turismo, deturpando un paesaggio che è il nostro primo patrimonio".
Franchi, durante l’incontro con le sindache, oltre ad esprime apprezzamento e vicinanza per la loro iniziativa, ha messo in evidenza la criticità del quadro normativo centrale: "Il vero nodo politico e istituzionale risiede nella legge nazionale, che purtroppo lascia strettissimi spazi di manovra e alcun ruolo reale alle Regioni e ai Comuni. Le amministrazioni locali, pur avendo pianificato lo sviluppo del territorio con strumenti urbanistici attenti all’equilibrio paesaggistico, si trovano oggi esautorate dalle proprie competenze, costrette a subire decisioni e progetti calati dall'alto, come i recenti impianti di accumulo energetico (Bess) e i relativi espropri di terreni agricoli".
"Non si può programmare il futuro energetico del Paese calpestando l’autonomia dei territori e svendendo i suoli agricoli alle multinazionali. Come è noto, sul finire della scorsa legislatura il Consiglio regionale aveva provato a far passare una propria linea in questa direzione, lavorando a una legge sulle aree idonee. Uno sforzo vanificato dalla nuova normativa nazionale. La transizione ecologica deve essere un'opportunità, da governare con il giusto equilibrio. I margini di manovra sono pochi – ha concluso Franchi – ma occorre utilizzarli tutti affinché la voce dei territori e delle amministrazioni locali venga ascoltata".
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