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Attualità mercoledì 13 maggio 2020 ore 17:00

Riabilitazione Covid, Asl risponde alla Uil

Il centro di riabilitazione a Campiglia

L’Asl: “Non si capisce il motivo per cui Campiglia debba avere un percorso diverso da quello di molte altre strutture aziendali”



CAMPIGLIA MARITTIMA — La Asl risponde alla diffida presentata dalla Uil relativa al centro di riabilitazione Covid-19 a Campiglia Marittima.

“Ricordiamo al sindacato che il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, (Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”), attribuisce, come specificato nell’art. 4, alle Regioni la facoltà di attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee, sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza Covid-19, sino al termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020”.

“Non si capisce – continua la nota - il motivo per cui Campiglia, in questo particolare frangente, debba avere dal punto di vista organizzativo, un percorso diverso da quello di molte altre strutture aziendali che hanno subito processi di trasformazione simili o ben più incisivi. L’Azienda, di volta in volta, ha informato anche la Uil, senza che ne derivasse una reazione simile a quella che si è registrata per Campiglia, tutte le volte in cui si è proceduto in armonia con le disposizioni normative e regionali a modifiche strutturali ben più rilevanti”.

“Ricordiamo, solo a titolo di esempio, l’apertura delle 'Bolle Covid' all’interno dei nostri ospedali; di posti letto di Cure intermedie dedicate Covid sul territorio; l’apertura degli alberghi sanitari; delle zone Covid con percorsi e personale dedicati l’apertura all’interno degli Spdc e l’attivazione delle Usca. Anche dal punto di vista del personale - ha proseguito - l’Azienda ha provveduto ad aumentare la dotazione organica di infermieri, tecnici e medici, tutti regolarmente formati e addestrati, per oltre un mese, grazie alla supervisione di operatori esperti nell’impiego dei Dpi ed hanno avuto a disposizione e utilizzato tutto ciò che è necessario per l'approccio ai Covid positivi”.

“Inoltre – continua la Asl – il rappresentante per la sicurezza ha effettuato il sopralluogo già il 3 Aprile scorso e, non più tardi di ieri 12 Maggio, lo stesso Rls si è presentato per un ulteriore sopralluogo. Al riguardo, come abbiamo avuto modo anche di specificare nel corso dell’incontro del 24 Aprile (il 30 Aprile è stato inviato il verbale e il protocollo operativo) sia il direttore della struttura, sia il direttore del servizio di prevenzione e protezione si sono, come sempre, dimostrati disponibili ad effettuare i sopralluoghi richiesti”.

Per quanto riguarda la preoccupazione relativa alle attività territoriali, confermiamo che saranno rapidamente ripristinati tutti i servizi distrettuali, attualmente reindirizzati su Venturina, e ribadiamo l’impegno a reperire una sede idonea per la ricollocazione dei servizi distrettuali e supporteremo concretamente, in collaborazione con la Società della Salute, lo sviluppo della riabilitazione di Campiglia. Infine, si fa presente che la Direzione, il 30 Aprile scorso, ha incontrato il sindaco di Campiglia e gli altri amministratori locali, allo scopo di approfondire ogni aspetto tecnico della nuova organizzazione della struttura. Ancora, il Direttore Generale ha incontrato personalmente il sindaco di Campiglia proprio per fugare ogni dubbio in ordine alla assoluta rispondenza dell’operazione alle normative e disposizioni che tutelano la sicurezza dei pazienti e dei dipendenti della Asl stessa”.

“Una precisazione finale. Il centro di Campiglia non è stato trasformato in cod.56, ma rimane una struttura ex-art. 26, il fatto che all’interno vengano accolti pazienti Covid positivi non ne determina la trasformazione”, ha concluso l’Asl.

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