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venerdì 22 novembre 2019

Lavoro sabato 07 settembre 2019 ore 10:03

Jsw, ecco i timori del Camping Cig

In una nota il coordinamento Camping Cig ha espresso tutte le sue preoccupazioni in merito all’andazzo preso da azienda e sindacati



LAVORO — “Jsw rappresenta la principale responsabile della situazione attuale perché non fa gli investimenti promessi, non effettua neppure le indispensabili manutenzioni, mentre taglia i posti di lavoro”, è il Camping Cig ha commentare la situazione dello stabilimento siderurgico piombinese untando il dito contro “sindacati e istituzioni che devono prenderne atto e reagire di conseguenza, Comune di Piombino incluso”. 

“A fronte delle evidenti manovre negative dell'azienda, come un déjà-vu ci viene riproposta una strategia sindacale, che già in passato si è dimostrata fallimentare, e cioè la divisione tra lavoratori che fu usata con gli operai dell'indotto, escludendoli dalle assemblee di fabbrica mentre, nel tempo, si assisteva alla scomparsa di centinaia e centinaia di posti di lavoro. Questa strategia, già da mesi, viene usata pure con i dipendenti diretti Jsw e viene oggi riproposta con assemblee separate reparto per reparto”, hanno aggiunto dal coordinamento. 

“Lunedì 2 settembre alle 15, nella sala del Consiglio di fabbrica, si è svolta una assemblea dei lavoratori del Tve, convocata da Fim, Fiom e Uilm. - ha riportato il Camping Cig in una nota  - I rappresentanti sindacali hanno parlato di una questione tecnica, una ristrutturazione dell'area  del treno Tve, la quale, secondo noi, ha invece tutta l’aria di una pura e semplice riduzione del personale, pari a 2-3 posti di lavoro. L’operazione proseguirà in altri reparti, come riferito dai sindacalisti. Da tempo l’azienda aveva preannunciato i tagli, provocando il 26 giugno scorso il primo sciopero dell’era Jindal. Ad esso le citate organizzazioni sindacali non dettero seguito, dicendo che stavano affrontando la questione con l'azienda. Che significato assume poi -hanno aggiunto - il trasferimento in corso, dallo stabilimento di Piombino presso un’acciaieria bergamasca, di alcune decine di colatori altamente professionalizzati? Da notare che ciò avviene in regime di aspettativa dal lavoro, non già in regime di prestazione. Nel pieno rispetto delle vicende individuali delle persone coinvolte, ci chiediamo se l’azienda non stia giocando a nascondino e se tali posti di lavoro non saranno definitivamente cancellati dagli organici dello stabilimento di Piombino. Noi temiamo che in entrambi i casi in realtà si stia parlando di esuberi”. 

Per il Camping Cig queste sono questioni da affrontare il prima possibile collettivamente e non in assemblee separate.



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