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Attualità sabato 16 gennaio 2021 ore 17:41

Stop asporto, "aggrava situazione già drammatica"

Confesercenti: "Un intervento gravemente iniquo". Confcommercio: "Siamo esasperati ma il rispetto delle regole non è in discussione"



LIVORNO — "La restrizione sull'asporto serale del nuovo Dpcm aggrava una situazione già drammatica per tutti i pubblici esercizi. Lockdown e restrizioni nell'orario, turismo bloccato e scarsissima capacità di spesa delle famiglie hanno comportato per le imprese della ristorazione nella loro totalità una perdita di fatturato del 50% nel Dicembre di quest'anno in confronto allo stesso mese del 2019". Questo è il quadro fatto dalla presidente provinciale Confcommercio Francesca Marcucci confermato dalla responsabile per i Pubblici esercizi Fipe Confcommercio Federica Garaffa Cristiani che ha sottolineato come per i locali che concentrano le attività principalmente nella fascia serale il fatturato sia sceso di oltre il 70%.

""Il settore è allo stremo e lo sconforto degli operatori cresce esponenzialmente. - ha commentato - Gli imprenditori sono legittimamente esasperati e molti temono per il futuro più prossimo. Invitiamo però tutti gli operatori a rispettare le norme anticontagio per non rischiare, e fare rischiare ai clienti, sanzioni molto alte. Stiamo cercando di avere da Governo ristori commisurati alle perdite subite rispetto al 2019. Contiamo sulla collaborazione di tutti per il rispetto del divieto di assembramento".

Sul divieto d'asporto è intervenuto anche il responsabile Confesercenti settore Pubblici esercizi Vincenzo Cananzi ritenendolo "un intervento gravemente iniquo. Oltre alle imprese di somministrazione senza cucina, bar, caffetterie e simili, colpisce infatti anche i negozi specializzati in bevande, come le enoteche, dove non è prevista alcuna consumazione sul posto. - ha spiegato - Un divieto quasi da proibizionismo, se non fosse che è limitato solo a pubblici esercizi e negozi specializzati: minimarket e grande distribuzione potranno infatti continuare tranquillamente a vendere bevande, anche alcoliche. Si tratta di una stortura da correggere immediatamente, perché rende ancora più odioso un divieto che è già di difficile comprensione. Si colpisce l’asporto per colpire gli assembramenti, che comunque continueranno anche con i bar e le enoteche chiuse per decreto Le imprese sono ormai all'esasperazione: è inaccettabile che non sappiano ancora se e in che modi potranno svolgere la propria attività, hanno bisogno di chiarezza per programmare l’attività. Bisogna cambiare metodo, così non funziona".

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