Lavoro Lunedì 09 Febbraio 2026 ore 10:37
Acciaio, "Rischiamo di fare la fine dell'indotto"

Camping Cig: "Non possiamo stare tranquilli ad aspettare gli avvenimenti, decideranno per noi il Governo, Metinvest e Jindal"
PIOMBINO — Il coordinamento Art. 1 - Camping Cig chiede aggiornamenti rispetto ai progetti Jsw nell'ottica del rilancio dello stabilimento siderurgico di Piombino.
"Il 16 Dicembre 2025 doveva esserci l'incontro al Ministero per l'Accordo di Programma di Jsw, accordo che doveva essere firmato addirittura ancora prima di tale data. - hanno ricordato - L'incontro non c'è stato e dopo quasi due mesi al momento non è prevista una nuova data. I sindacati hanno ottenuto la cassa integrazione per un altro anno. Quindi è tutto a posto? Così sembra perché non viene convocato il Consiglio di Fabbrica e il 18 Febbraio in una assemblea di una sola ora i sindacati vergognosamente potranno parlare a fatica del Contratto Collettivo Nazionale, come se non vi fossero altri problemi. A noi non sembra nulla a posto!. Possibile pensare che possiamo stare tranquilli ad aspettare gli avvenimenti, decideranno per noi il Governo, Metinvest, Jindal! Come non vedere che Jsw sta spremendo fino in fondo lo stabilimento e senza investimenti e progetto industriale lo sta portando alla chiusura? Dopo non ci sarà più la cassa integrazione. Tutti rischiamo di fare la fine dell'indotto. Non possiamo accontentarci di vivere di cassa integrazione ed aspettare, dobbiamo lottare per difendere il posto di lavoro".
Il coordinamento chiede dunque che si convochi il Consiglio di Fabbrica e che il 18 Febbraio si tenga una assemblea unica con orario prolungato per parlare di tutti gli aspetti legati al rilancio della siderurgia piombinese e del destino dei lavoratori.
"Noi proponiamo di parlare della situazione della crisi che stiamo vivendo e per risolverla di fare quello che è accaduto in Inghilterra con la nazionalizzazione di British Steel e stanno cercando di fare in Francia: nazionalizzare i più importanti stabilimenti siderurgici in crisi! Questo chiediamo per Piombino e Taranto. Senza l'acciaio tutto il settore industriale entra in crisi. Infine - hanno ricordato - mentre sosteniamo lo sciopero internazionale dei portuali che si rifiutano di lavorare per le guerre ribadiamo che vogliamo restare umani e tornare a produrre acciaio ma non per fabbricare armi".
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