Politica Lunedì 09 Febbraio 2026 ore 10:58
Itticoltura, "Così concessioni lunghe e stabili"

La lista Ferrari sindaco: "Il Tar ha confermato quanto sempre sostenuto: non potevano essere disposte proroghe ma fatti i bandi per quelle aree"
PIOMBINO — "La sentenza del TAR Toscana sulle concessioni demaniali marittime per l’acquacoltura nel nostro Golfo rappresenta un punto fermo, giuridico e politico, che le opposizioni continuano deliberatamente a mistificare. Ricordiamo che in campagna elettorale questa vicenda ha pesato molto e forse avrebbe potuto esserci un esito diverso al primo turno".
Così la lista Ferrari sindaco ha risposto ai commenti relativi alla questione bandi per la concessione delle aree per l'itticoltura (leggi qui sotto gli articoli collegati).
"Il Tribunale amministrativo ha confermato in modo inequivocabile ciò che l’Amministrazione e la nostra lista hanno sempre sostenuto: non potevano essere disposte proroghe ma fatti i bandi per quelle aree. - hanno proseguito - Di conseguenza, in presenza di una risorsa scarsa come lo specchio acqueo destinato all’acquacoltura, l’unico strumento giuridicamente legittimo è la procedura comparativa, nel rispetto dei principi euro-unitari di concorrenza e libertà di stabilimento. Esattamente il percorso seguito dal Comune di Piombino".
"Se è vero che nessuno può negare la reiezione 'in rito' del ricorso proposto, è altrettanto vero che c’è un passaggio significativo della sentenza che le opposizioni continuano accuratamente ad ignorare. Il riferimento è alla parte in cui il giudice amministrativo evidenzia che, anche a voler superare i rilievi di inammissibilità della domanda, essa sarebbe stata comunque infondata nel merito, atteso che la proroga invocata non può applicarsi alle concessioni per acquacoltura (conformemente a quanto già precedentemente statuito dallo stesso TAR Toscana con sentenza n. 376/2024). - hanno proseguito - Un chiarimento che dissipa ogni ambiguità giuridica e spegne le speculazioni politico elettorali delle opposizioni che, durante la campagna elettorale, alimentavano con toni propagandistici ingiustificati timori, accusando l'amministrazione di mettere a rischio l'intero comparto e le imprese storiche del territorio".
"Oggi quella narrazione si rivela per ciò che era: strumentale ed infondata. Eppure le mistificazioni di parte dell'opposizione non accennano a placarsi, ci si concentra sull'inammissibilità e si omette scientemente l'altro dato significativo, ossia il principio di diritto comunque riaffermato nel merito dal TAR Toscana e la giustezza dell'operato dell'amministrazione. Non meno pretestuoso è il tentativo di sminuirne la portata richiamando alla compensazione delle spese disposta in giudizio quando, al contrario, ciò rappresenta una deroga al principio della soccombenza espressamente prevista dalla legge, a cui il giudice può ricorrere motivatamente, come fa nel caso di specie quando richiama la particolarità della questione trattata. In sostanza - hanno concluso - l’Amministrazione anche stavolta ha agito con responsabilità, nel rispetto del diritto, garantendo continuità alle attività produttive, trasparenza e concorrenza.
La procedura attuata ha poi consentito agli operatori di ottenere concessioni più lunghe e stabili. Questi sono i fatti che restano, il resto è pura strumentalizzazione destinata a passare".
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