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Lavoro lunedì 22 aprile 2024 ore 09:55

Acciaio, "sindacati ricomincino a lottare"

Camping Cig: "I sindacati non non possono limitarsi a chiedere di essere presenti ai tavoli e chiedere di rispettare gli accordi"



PIOMBINO — "Come Camping Cig abbiamo partecipato all'assemblea sindacale in occasione dello sciopero contro le morti sul lavoro ma non siamo andati e non andremo a quelle che hanno organizzato per porre domande ai candidati sindaci di Piombino sul futuro dell'industria". Lo hanno detto a chiare lettere dal coordinamento Camping Cig.

"Le forze politiche non sono tutte uguali, il problema è cosa domandare a chi ha governato in tutti questi anni a livello nazionale, regionale e comunale portando Piombino al disastro senza nemmeno sapere riconoscere le proprie colpe! - hanno commentato- Cosa domandare a chi dal 2008 fino a questi ultimi giorni ha avallato accordi incapaci di dare soluzione alla crisi della nostra industria come della stessa città di Piombino portandoci dentro il baratro? A chi ha firmato le lettere di intenti Jindal-Metinvest-Danieli senza consultare lavoratori e cittadini e addirittura senza renderle pubbliche? In un comunicato i sindacati confederali dicono che tali patti non vincolano a nessun impegno, che sono vaghi su ogni questione e soprattutto non garantiscano la piena occupazione. Chi li ha firmati senza consultare lavoratori e cittadini sarà responsabile della nuova sconfitta che preparano! Non ci interessano le passerelle elettorali. Perché ascoltare chi non rende pubbliche le intese sottoscritte e non si impegna a non firmare qualsiasi Accordo di Programma senza che questo insieme al Piano industriale sia stato prima sottoposto al giudizio di lavoratori e cittadini? Ci rivolgiamo ai sindacati perché cessino di raccomandarsi ai vari politici sotto elezioni e trovino il coraggio di ricominciare a lottare su obbiettivi discussi con i lavoratori e i cittadini!".

"Abbiamo messo il nostro destino nelle mani dei vari Governi senza reali lotte e senza impedire un processo che nel tempo ha creato non solo la divisione tra lavoratori e cittadini ma quella tra gli stessi lavoratori. - hanno aggiunto - Oggi i sindacati confederali denunciano che Jindal con la sua condotta sta portando alla chiusura le acciaierie. Perché non hanno ascoltato oltre noi anche altre voci all'interno degli stessi sindacati che parlano della necessità di mandare via Jindal e fare come a Taranto? I sindacati non possono sperare che autonomamente il Governo risolva la crisi delle industrie del nostro territorio perché ha come guida le stesse idee liberiste dei precedenti Governi che hanno accettato Accordi di Programma privi di vincoli e penali lasciando così mano libera a chiunque si è presentato. Vincoli e penali che noi chiedevamo ma inascoltati per i vari accordi che si sono susseguiti. I sindacati non possono limitarsi a chiedere di essere presenti ai tavoli dove si discuteranno i nuovi Accordi di Programma. I sindacati non possono continuare a chiedere a Jindal di rispettare gli accordi mentre: ha chiuso due treni di laminazione, ha messo in crisi la fabbrica delle sfere, ha fatto lavorare i portuali al posto di Piombino Logistic, non ha iniziato i lavori per rendere nuovamente produttivo il treno di laminazione rotaie ed ha messo a rischio, con una condotta irresponsabile, il forno di riscaldo senza il quale anche il treno rotaie si fermerà, ha promesso il premio di produzione da mesi senza erogarlo, spinge i lavoratori l'uno contro l'altro ciascuno per assicurarsi di essere tra i 400 che forse rimarranno a lavoro. Ribadiamo quello che diciamo da anni: invece di firmare nuove intese riconoscendolo come interlocutore affidabile l'inadempiente Jindal va mandato via. I sindacati non devono chiedere al Governo ed alla politica di agire urgentemente. Le richieste non accompagnate da mobilitazioni e lotte sono del tutto ininfluenti". 

"I sindacati - hanno concluso - devono avere la forza di mobilitare lavoratori e cittadini per costruire una piattaforma comune di richieste per la rinascita della nostra città, una piattaforma da portare avanti con le lotte senza le quali le multinazionali ci rapineranno come hanno fatto fino ad oggi".


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