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Attualità mercoledì 07 dicembre 2016 ore 09:45

"L'unica opzione per rilanciare la produzione"

Dopo il consiglio straordinario a tema Aferpi, da Confindustria le prospettive per un progetto di rilancio del territorio



PIOMBINO — "Il magnate algerino (Issad Rebrab, ndr) che nell'affare Piombino ha già impegnato 102 milioni, ottiene credito con difficoltà", questa è quanto affermato da Umberto Paoletti, direttore generale di Confindustria Livorno Massa Carrara. Una dichiarazione alla luce del consiglio monotematico a tema Aferpi durante il quale è stata confessata la difficoltà nell'intercettare finanziamenti.

A due anni e mezzo dalla firma dell’Accordo di Programma per la Riconversione e Riqualificazione del Polo Siderurgico di Piombino, infatti, il piano per il suo rilancio procede con cautela. “Eppure - ha aggiunto il presidente - il piano industriale di Aferpi è l’unica opzione esistente per rilanciare la produzione di acciaio e ridare fiato all’occupazione e non esistono effettive alternative praticabili. Non ci sono sufficienti linee di credito per acquistare i semilavorati indispensabili alla produzione e, in questo momento, un intervento da parte dello Stato con la Cassa Depositi e Prestiti non appare configurabile”.

Il programma di investimento Cevital è corposo (leggi l'articolo correlato), prevede anche lo sviluppo di nuovi ambiti quali l'agroalimentare (o l'agroindustria?) e la logistica. 

“La nostra visione è quella di un’economia circolare, - ha aggiunto Alberto Ricci, presidente della sezione Confindustria - che coniughi i progetti per la siderurgia eco-sostenibile, la demolizione e il refitting navale, il nuovo ampliato Porto di Piombino, in un piano complessivo di rilancio del territorio e di salvaguardia di un indotto già provato da anni di crisi della acciaierie e dalla preoccupazione che tardi il consolidamento degli investimenti e con esso il re-equilibrio occupazionale”.


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