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Attualità domenica 07 maggio 2023 ore 06:00

Andrea Luci, cuore piombinese che pulsa a Livorno

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia “Andrea Luci, cuore piombinese che pulsa a Livorno” di Gordiano Lupi



PIOMBINO — Andrea Luci, nato il 30 marzo 1985, trentotto anni da poco compiuti, bandiera del Livorno è piombinese di scoglio, anche se (come Lido Vieri) non ha mani giocato nel Piombino, ché nasce nel Salivoli, società calcistica fondata nei primi anni Settanta da Gilberto Allori, benemerita per aver tolto tanti ragazzi dalla strada. Centrocampista e capitano, sembra nato con la maglia numero otto della squadra amaranto, anche se il settore giovanile (da 11 a 17 anni) è segnato dal giglio viola della Fiorentina. Ricordiamo una bella pagina juventina - dal 2002 al 2005 -, in forza alla squadra Primavera che vince due Tornei di Viareggio e una Coppa Italia. Per Luci arriva il momento di farsi le ossa in un campionato vero, in un calcio con poco fioretto giocato in C1, indossando la maglia rossoblu della squadra di Sassari, la gloriosa Torres, insieme a Bartolucci, compagno daitempi della Fiorentina. Nella stagione 2005 - 2006, ventidue presenze e due reti; Luci ha vent’anni, fatica a mettersi in mostra, ma quando ingrana la marcia diventa un punto di riferimento per la squadra sarda. Mitica una partita che vede la Torres allenata da Antonello Cuccureddu battere niente meno che il Napoli di Edoardo Reja, a Sassari, per due reti a zero, evento unico nella storia della squadra sarda, con Luci in campo per tutti i novanta minuti. Andrea nella stagione successiva (2006 - 2007) passa in B con i biancoazzurri del Pescara (32 presenze e una rete), esordendo contro il Bologna e giocando spesso titolare. Un anno sfortunato trascorsonello stadio Adriatico, allenatore Ballardini (esonerato dopo sei domeniche), compagno di squadra Daniele Vantaggiato - che ritroverà nel 2014 a Livorno, giocando insieme fino al 2018, tra serie B e C, quindi nel 2021 in Eccellenza -, ma la squadra retrocede perché nel girone di ritorno cala di ritmo e concentrazione. Troviamo Luci in forza all’Ascoli dal 2007 al 2010 - sempre serie B, 102 presenze e tre reti -, dove gioca molto e si trova bene, ma non può resistere al canto delle sirene che proviene dalle scogliere del Romito. Luci in questi giorni ha ringraziato il tecnico Pillon (suo mister ad Ascoli) per averlo portato con sé a Livorno, al termine della stagione 2009 - 2010, dopo l’esperienza marchigiana, facendo capire che il merito del rientro in terra labronica è stato tutto suo. Nella città dei Quattro Mori si consacra guida del centrocampo livornese, amato dal pubblico e osannato dalla critica, dal 2010 al 2020. Andrea torna a giocare vicino alla sua Piombino, ogni domenica amici e parenti partono dal promontorio affacciato sull’Elba per vederlo giocare. Un’esperienza esaltante per un ragazzo di 25 anni che davanti al suo mare respira un’aria conosciuta di giorni passati, in una parola si sente di nuovo a casa. Tra Luci e il pubblico livornese scatta una magica alchimia fatta di affetto e reciproca riconoscenza, un amore che dura ancora e che diventerà eterno. Il debutto nel Livorno avviene il 15 agosto 2010 contro la Cremonese in Coppa Italia, mentre la prima gara in serie A è datata 25 agosto 2013 (Livorno - Roma 0 - 2). Luci colleziona ben 22 presenze in serie A, segna persino un gol (contro il Cagliari, il 25 settembre), ma la squadra a fine campionato retrocede. Durante la permanenza a Livorno, Andrea soffre la perdita di un amico, il compagno di squadra Piermario Morosini, che lascia un vuoto incolmabile nell’ambiente amaranto. Oggi una gradinata dello stadio Armando Picchi porta il nome di Morosini, in ricordo di una giornata incredibile, un evento terribile, impossibile da cancellare. Andrea ricorda con stima e affetto mister Davide Nicola, artefice della promozione in serie A nella stagione 2012 - 2013, quando il Livorno di Luci e Paulinho arriva a battere l’Empoli di Sarri ai play-off, guadagnando la massima categoria nazionale. Infine, tra i ricordi più belli, indimenticabile il giorno dell’incontro in serie A contro la Roma di Totti, entrando in campo stringendo la mano del figlio, immortalato in una foto poco prima della gara. Sono anni magici e tristi di promozioni e retrocessioni, non solo serie A ma tanta B e C, con una società che comincia a frantumarsi e a fare scelte sbagliate. Il derby con il Pisa in C è un altro dei momenti storici della carriera di Luci, una vera festa per due città, uno scontro tra tifoserie da sempre rivali, una magia di colori che confonde amaranto e nerazzurro. La rottura temporanea del rapporto tra Andrea e il Livorno si consuma al termine di un’estate straziante, contratto non rinnovato e passaggio a Carrara, dove gioca dal 2020 al 2021, trasferito a parametro zero, dopo 300 presenze in amaranto. Luci non resta a lungo lontano da Livorno, torna a casa per giocare davanti al suo pubblico proprio nel periodo più buio, dopo la retrocessione in Eccellenza. Un campionato difficile e travagliato, con i play-off perduti nella finale di Pomezia, seguiti da sentenze per illeciti sportivi che escludono il Figline dalla serie D e ammettono il Livorno nella massima serie dilettanti. Un campionato ai minimi storici (a pari merito con la stagione 1991 - 92), durante il quale Luci affronta anche il suo Piombino, retrocesso in Promozione, sommerso in entrambe le occasioni sotto una valanga di gol (6-0 / 6-1), anche se Andrea nella gara disputata al Magona non fa parte della formazione. Adesso che il Livorno gioca in Serie D, il 16 aprile 2023, contro lo Sporting Trestina, in una gara casalinga, il capitano amaranto raggiunge il grande Mauro Lessi (una leggenda) nell’albo d’oro delle presenze in campionato con la maglia del Livorno. Le 369 gare di Lessi vengono superate il 23 aprile in occasione della gara in trasferta contro il Poggibonsi, giorno in cui Andrea scrive il suo nome nella storia del calcio amaranto come il giocatore con il record assoluto di presenze in campionato. Questa la classifica, al momento in cui scrivo: Andrea Luci 370 (ma il totale è destinato ad aumentare); Mauro Lessi 369; Igor Protti 282; Mario Magnozzi 277; Paolo Silvestri 259. Luci viene premiato dal Club Mario Magnozzi con un disegno realizzato da Curzio Galatolo che lo raffigura insieme a Mauro Lessi, come in un simbolico passaggio di consegne. Luci ha detto che vorrebbe giocare ancora una stagione nel suo Livorno, perché il fisico glielo consente, ma sta già pensando al futuro perché ha preso il patentino di allenatore e di istruttore del settore giovanile. Straordinario il tabellino delle 370 presenze, da spalmare (una cosa unica) su ben cinque categorie: 22 in serie A, 232 in B, 72 in C, 29 in D e 15 in Eccellenza. Andrea Luci è un calciatore che non pensa soltanto allo sport, come è giusto che sia, è tornato nella sua Livorno soprattutto per aiutare la moglie Lisa e il figlio Marco a superare un difficile momento esistenziale. Due anni fa ricordiamo una sua bella dichiarazione alla stampa: “Non mi restano molte stagioni di calcio attivo. Mi piacerebbe smettere con un Livorno tornato tra i professionisti. Sogno che venga trovata una cura per la malattia di cui soffre mio figlioMarco. Vorrei che potesse fare una vita più serena”.Andrea Luci è un calciatore dal cuore grande, da poco è diventato padre per la terza volta, con la nascita di Tommaso (31 marzo), dopo gli altri due maschi Marco ed Edoardo, ha una casa a Piombino, ama il nostro mare, dove quando può cerca di tornare. Noi che siamo onorati di averlo come concittadino non possiamo che augurargli un futuro il più vicino possibile ai suoi sogni, per il suo Livorno e per la sua famiglia! Per i curiosi e per chi voglia approfondire, a maggio uscirà la sua autobiografia, che sarà presentata lunedì 8 maggio alla Goldonetta, quindi verrà messa in vendita in libreria e sugli store del Livorno Calcio. Forza Andrea, Piombino ti segue!

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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