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Sport domenica 23 aprile 2023 ore 08:13

Campionato finito, tiriamo le somme…

Squadra Under 20 che merita un nove collettivo solo per il fatto di essere riuscita a centrare la salvezza. Il commento di Gordiano Lupi



PIOMBINO — Campionato finito, tiriamo le somme, senza fare pagelle o dare voti, perché una squadra Under 20 come questo Piombino merita un nove collettivo solo per il fatto di essere riuscita a centrare la salvezza. Vediamo i giocatori della rosa, con un breve commento.

Barchi Matteo (2004): Ha avuto modo di mostrare tutto il suo talento nel periodo più difficile della stagione, anche se ricordiamo qualche presenza (e dei gol) nel girone di andata. Cresciuto molto, dopo aver cominciato negli Juniores, ha finito alla grande in prima squadra, diventando un elemento insostituibile. Falso difensore, falso nove, ottimo centrocampista d’attacco.

Bartolini Leonardo (1999): Infaticabile cursore del centrocampo, sempre presente in un ruolo oscuro ma importante, di interdizione e di costruzione. Ha accusato un calo nella seconda parte della stagione, ma ha svolto sempre il compito affidato dal mister senza esitazioni o incertezze.

Biondi Federico (1999): Quando ha girato lui a centrocampo la squadra ha sempre dato il meglio; nelle gare in cui il suo apporto è stato inferiore tutta la formazione ha accusato un calo. Centrocampista di regia dai piedi buoni, irresistibile quando è in forma, lo ricordiamo in una gara eccellente a Sant’Andrea.

Braschi Tommaso (2001): Purtroppo è mancato quasi sempre, non certo per colpa sua ma per via di un infortunio che l’ha costretto a rinunciare a buona parte del campionato. Resta la curiosità di sapere che cosa avrebbe potuto fare una coppia d’attacco Mori - Braschi, vista solo per un tempo, a Sant’Andrea.

Cappellini Tommaso (1997): Ruolo ingrato il portiere di riserva, soprattutto se il titolare è un indistruttibile come Fiaschi. Sempre in panchina, in buon ordine, consapevole del ruolo, si è allenato con scrupolo e dedizione. Pure lui, con la serietà dimostrata, è un artefice della salvezza.

Carelli Davide (2001): Quando è venuto a mancare Politi è stato impiegato come centrale difensivo, mentre il suo vero ruolo sarebbe a centrocampo. Se l’è cavata bene, in ogni gara dove è stato impiegato, in alcuni casi partendo dalla panchina.

Castellazzi Mattia (2002): Difensore implacabile, sempre attaccato alla maglia del miglior attaccante avversario, pur giocando a zona. Ha fatto il suo dovere.

Fiaschi Alessio (1995): Il capitano è il giocatore più esperto (con i suoi 28 anni) di questo Piombino baby, se non consideriamo Papa che ha giocato meno. Portiere sicuro e attento, ha parato un sacco di rigori ed è stato spesso decisivo per salvare il risultato finale. Se poi in alcuni casi c’è stato un errore determinante (San Miniato), si può perdonare, ché si è rifatto con gli interessi.

Gargini Giorgio (2002): Un centrocampista jolly con il vizio del gol, che quando è stato impiegato ha sempre risposto con entusiasmo alle esigenze del mister.

Gentili Enrico (2004): Ha disputato pochi spezzoni di gara, ma anche lui si è fatto trovare disponibile quando è servito, giocando il sabato con gli Juniores e andando in panchina la domenica con la prima squadra.

Martelli Thomas (2003): Un difensore che gioca con la testa alta e che ama uscire dalle retrovie con la palla al piede per cercare il gol su calcio d’angolo (sfruttando l’altezza). Ottimo davvero il suo campionato. Una sicurezza difensiva.

Mori Mirko (2002): Un attaccante che in una squadra piazzata quintultima segna 16 reti, compreso le gare di coppa, e vince la classifica dei cannonieri insieme a Folignani del Cecina, primo in classifica. Scusate se è poco. Un giocatore da tenere.

Paggini Jacopo (2001): Centrocampista dai piedi buoni, lottatore verace, dotato di quella giusta dose di cattiveria che in alcuni calciatori nerazzurri in certe occasioni è mancata. Il suo apporto è stato spesso determinante, anche se nel finale di stagione ha accusato un po’ di stanchezza.

Pagni Samuele (2003): Un vero e proprio jolly. Parte quasi attaccante, fa il centrocampista, il cursore di fascia, il difensore offensivo. Peccato che nel finale di stagione abbia accusato un po’ di stanchezza psico-fisica. Ma quanti chilometri ha macinato!

Paini Michele (2004): Uno dei nostri gioielli costruiti in una squadra Juniores che sta facendo faville. Ricordiamo un gol da serie A in mezza rovesciata, al Magona. Difetta di continuità, ma è un attaccante di razza. Rapido ed essenziale. Indomito, lotta su ogni pallone, come il suo collega Mori.

Papa Alberto (1992): La sua esperienza è stata determinante nelle ultime gare. Brontolone l’ha capito subito che un uomo come Papa sarebbe servito: una sorta di allenatore in campo per dare sicurezza a un gruppo di giovani. Non ha fatto gol, cosa per lui insolita, ma non dimentichiamo che l’ultimo passaggio sulla rete di Scuglia che ci ha tenuti in Promozione è opera sua.

Politi Rocco (2004): Un altro gioiello piombinese da tener stretto. Sono convinto che se non si fosse infortunato le cose sarebbero andate diversamente e non ci sarebbe stato bisogno di giocare uno spareggio. Perno della difesa, marcatore implacabile, cursore di fascia infaticabile. Un giocatore indispensabile.

Scuglia Filippo (2001): Ha segnato il gol della salvezza, solo per questo meriterebbe un monumento, ma a parte tutto ha sempre fatto il suo dovere ogni volta che è stato schierato in campo, sia a partita iniziata che nella formazione di partenza. Attaccante rapido e ficcante dotato di un gran senso del gol.

Sonnini Federico (1998): Un altro giocatore esperto che sul più bello è venuto a mancare per colpa di un brutto infortunio. Non ha giocato molto, perché arrivato a dicembre, durante il mercato di riparazione, ma quando è stato in campo ha fatto valere la sua presenza come guida difensiva.

Talocchini Matteo (2004): Un altro Juniores che nella prossima stagione farà valere tutta la sua classe con un anno di esperienza sulle spalle. Un centrocampista che gioca a testa alta e dispone di una grande visione di gioco. Non è quasi mai partito titolare, ma quando è stato impiegato ha dato il suo contributo alla causa.

Turco Carmine (2001): Il centrocampista cecinese è arrivato a Piombino a dicembre e ha faticato a inserirsi, ma quando è entrato in forma ha risposto bene alle sollecitazioni del mister e ha dato il suo contributo per la salvezza.

Brontolone Antonio: Un allenatore che ha costruito un gruppo e ha dato un gioco a una squadra giovane, da plasmare. Nel girone di andata il Piombino ha giocato un buon calcio, su tutte ricordo la magnifica prestazione di Sant’Andrea. Nelle ultime gare c’è stato un calo psico-fisico importante, forse dovuto alla difficoltà di disputareogni domenica partite decisive.

Tra gli artefici della salvezza metterei sia il mister che la dirigenza, il Direttore Generale Enzo Madau e il Direttore Sportivo Luca Barchi. Non dimentichiamo chi è andato in panchina come accompagnatore e l’allenatore in seconda Luca Gherardini (il mitico bombetta, grande motivatore). Altre presenze importanti: Roberto Ulivi(team manager), Alessio Arzilli (preparatore portieri), Pierpaolo Rosalba (fisioterapista), Mario Puttini(massaggiatore), Umberto Mezzaluna (preparatore atletico), Gianluca Cateddu (dirigente accompagnatore), Manuel Generoso (segretario), Michela Righi (vicepresidente), Gaetano Generoso(custode), Alfredo Di Florio (addetto al campo e manutenzione), Ilaria Di Florio (responsabile bar e cucina), Manuela Del Zoppo (aiuto cucina). E poi, su tutti, ché senza di lui non ci sarebbe la squadra: il presidente Massimiliano Spagnesi.

Al prossimo campionato… E sempre Forza Piombino!

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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