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giovedì 27 giugno 2019

Attualità sabato 06 maggio 2017 ore 11:44

Firmato il contratto del lavoro agricolo

Atteso dal 2015, è arrivata la firma del contratto provinciale del lavoro agricolo. Novità su orario, retribuzione e sicurezza



PIOMBINO — E' stato firmato il contratto provinciale del lavoro agricolo, scaduto a fine 2015, dalle associazioni datoriali di categoria, Confagricoltura, CIA e Coldiretti e dai sindacati di categoria, Flai CGIL, Fai Cisl e Uila Uil.

A fronte di una approfondita discussione, durante la quale non sono mancati anche momenti di tensione, le parti hanno finalmente trovato un'ipotesi di accordo che, nelle prossime settimane, sarà sottoposta all'approvazione nelle assemblee dei lavoratori. “Siamo soddisfatti del risultato raggiunto – hanno esordito i rappresentanti sindacali – ci dispiace che ci sia voluto così tanto tempo e che i lavoratori abbiano perso oltre un anno di aumenti”.

L'accordo prevede dei passaggi fondamentali, che per i sindacati costituiscono il raggiungimento obiettivi essenziali come il mantenimento del consueto orario lavorativo giornaliero e settimanale; la volontarietà della banca ore; il mantenimento della fascia oraria giornaliera a 10 ore. A questo si aggiunge anche l'innalzamento di qualifica per alcuni inquadramenti professionali, l'impegno a definire entro fine anno le prestazioni aggiuntive da inserire nel fondo malattia, quali per esempio visite specialistiche e l'aumento del periodo di comporto in caso di malattie gravi.

Secondo Flai CGIL, Fai Cisl e Uila Uil un risultato più che positivo è stato raggiunto anche in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, in quanto è stato concordato l'inserimento della figura del Rappresentante Territoriale dei Lavoratori per la sicurezza (RLST). Per quanto riguarda la retribuzione è stato concordato un aumento del 2 per centro a partire dal primo maggio.

L'ultimo punto su cui è stato fatto un passo avanti è la limitazione delle tariffe di raccolta, un contratto tariffato secondo il prodotto che viene raccolto “Da parte nostra – concludono i sindacati territoriali di categoria – ne abbiamo chiesto l'abolizione, a cui le parti datoriali si sono opposte. Abbiamo cercato, quindi, di limitarne l'utilizzo, concordando per l'applicazione di tale sistema dei limiti temporali ben definiti”.



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