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Attualità domenica 06 dicembre 2020 ore 06:30

Gianfranco Autunnali, in morte di un pittore

Gianfranco Autunnali

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia, Gordiano Lupi firma un ricordo dell'artista piombinese Gianfranco Autunnali



PIOMBINO — Aveva soltanto settantacinque anni Gianfranco Autunnali, avrebbe avuto ancora molto da dire nel campo in cui ha eccelso per tutta la vita e dove ci ha lasciato piccoli capolavori originali. Aveva frequentato l’Accademia di Belle Arti a Livorno, dopo aver seguito svogliatamente i corsi di una scuola superiore a Piombino, non proprio nelle sue corde, quella che un tempo si chiamava istituto professionale per l’industria e che garantiva uno sbocco lavorativo sicuro nello stabilimento. Gianfranco è stato dipendente delle Acciaierie di Piombino per alcuni anni, poi il suo spirito anarchico e volitivo l’ha spinto a dedicarsi anima e corpo alla sua vera passione, fino a farla diventare un mestiere. 

Aveva cominciato a dipingere sin da ragazzo, alternando i laboratori di officina in Cittadella (un tempo sede Ipsia) ai ben più amati quadri che ritraevano figure femminili, nature morte e paesaggi piombinesi. Non era un artista autodidatta, neppure un naïf (pure se questa definizione non è certo un’offesa), tanto meno un pittore improvvisato; Autunnali possedeva un solido bagaglio culturale che spaziava nelle varie tecniche e comprendeva pure potenzialità da grafico e incisore. Aveva uno stile ben preciso che lo caratterizzava, pure chi (come me, lo confesso) sa davvero poco di pittura se vede un quadro di Autunnali riconosce la mano, la tecnica unica, la potente forza espressiva. Molte mostre importanti hanno visto il nostro artista protagonista, non solo cittadine e provinciali (Isola d’Elba, Follonica …), ma anche a Venezia, Napoli, Parma, Pisa, Genova; inoltre i suoi quadri sono stati inseriti in cataloghi importanti e valutati da critici esperti. Ottimo insegnante di tecnica pittorica, ha mandato avanti una scuola - una piccola accademia personale - frequentata da molti allievi, dal 1999 fino a pochi anni fa. Molti piombinesi hanno imparato a muovere il pennello seguendo le orme di un pittore che si ispirava ai macchiaioli e agli impressionisti, capace di fondere le sue conoscenze culturali in uno stile originale. 

Autunnali resta una gloria artistica piombinese, un pittore vero da studiare e valorizzare, come Maribruna Toni, Mezzacapo, Colombini, Guantini e molti altri che hanno seguito la loro vocazione artistica. Le opere principali di Gianfranco Autunnali sono paesaggi marini, ritratti e nature morte, intrise di una profonda originalità, mai convenzionali, basti pensare alla sua versione di piazza Bovio - soggetto tipico del pittore piombinese - completamente diversa da altre opere contemporanee. La pittura di Autunnali è rapida ed essenziale, priva di orpelli, sintetica, va all’essenza stessa del soggetto riprodotto e trasfigurato da una capace mano artistica. Il colore nei suoi quadri è una caratteristica fondamentale - tra l’altro dipinge su diversi tipi di supporti e usa ogni tipo di colore -, un’opera di Autunnali si riconosce soprattutto per l’intensità del suo olio su tela, per la brillantezza quasi metallica (nel senso di splendente) del colore. Pittore prolifico, velocissimo nell’esecuzione - amici e colleghi dicono che fosse capace di fare un ritratto somigliante in meno di trenta minuti -, ha maturato stile e tecnica negli anni, occupandosi di tematiche diverse, interpretando il mondo con mestiere, istinto ed emozione. 

Forse non molti sanno che Gianfranco Autunnali componeva anche poesie, esperimenti di pittura letteraria, rime composte da immagini come brevi schizzi sulla tavolozza, operazioni liriche originali e sincere. Abbiamo recuperato un suo recente lavoro che offriamo in dono ai nostri lettori.

Solitudine

Il tempo non c’è più
L’ho perduto.
Non ci sono più immagini
davanti a me
è rimasto soltanto un
giocattolino di plastica
sopra un pacchetto di sigarette.
Ho perduto l’anima.
Mi è rimasto soltanto
un senso di paura.
Mi tremano le mani - e
non ho più colori - loro
sono sorridenti, ma non
mi parlano mai
ed io ho sempre più freddo.
Chissà: forse domani
un po’ di sole.

Ci lascia un altro Maestro. Restano le sue opere. Facciamone buon uso. 

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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