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Lavoro giovedì 01 aprile 2021 ore 16:00

Jsw, dal presidio non abbassano la guardia

La portineria Jsw Steel Italy

Riunito il Consiglio di fabbrica: "Riteniamo che il Ministro debba confrontarsi nel più breve tempo possibile direttamente con Sajjan Jindal"



PIOMBINO — Si è tenuto questa mattina il Consiglio di fabbrica, in parte in presenza ed in parte in modalità telematica, con le Rsu Jsw Steel Italy, Piombino Logistics e Gsi. Un'occasione, a 25 giorni dal presidio presso la portineria dello stabilimento siderurgico piombinese, per confrontarsi dopo aver riportato sul tavolo delle istituzioni comunali, regionali e nazionali la vertenza dell'acciaieria di Piombino.

"Nelle ultime quattro settimane si sono susseguite interpellanze parlamentari e la visita di parlamentari e senatori, di varie forze politiche, che hanno preso l'impegno di sensibilizzare i propri rappresentanti nazionali e si sono impegnati per farli venire direttamente al presidio a confrontarsi con i lavoratori. Per questo motivo li abbiamo pubblicamente ringraziati, ma adesso attendiamo che quegli impegni assunti a parole si concretizzino a partire già dai prossimi giorni. - hanno spiegato in una nota congiunta le segreterie provinciali Fim-Fiom-Uilm-Uglm e le Rsu - Abbiamo valutato positivamente che si sia aperto, anche proprio grazie al presidio, un canale di collegamento tra l'Amministrazione comunale, la Regione Toscana ed il Prefetto di Livorno con il Ministro e rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico. Adesso però le Istituzioni non possono accontentarsi da parte del Ministro solo di un breve passaggio e di una successiva dichiarazione di poche parole senza nessun impegno concreto e con tempistiche chiare e definite per la vertenza piombinese".

"Questa non può essere una questione lasciata in mano solo alle Organizzazioni sindacali. - hanno sottolineato - Il futuro della siderurgia piombinese e la vertenza dell'acciaieria piombinese sono di rilevanza sociale ed economica dell'intera comunità, ancor più in questo momento in cui cresce la preoccupazione anche per l'altro storico stabilimento di piombino, la Liberty Magona, per la quale il sindacato sta seguendo con allarme le notizie che arrivano quotidianamente dalla multinazionale indiana in merito a gravi difficoltà economiche del gruppo".

Dopo la grande delusione per i sindacati rispetto alle parole del ministero Giorgetti venerdì scorso al Mise, la fabbrica tra pochi giorni vedrà nuovamente tutti gli impianti di laminazione fermi. 

"Jindal è decisamente poco credibile e considerato dallo stesso Ministro insoddisfacente. - hanno proseguito - Restano i dubbi sulle deleghe che dovevano essere assegnate, temiamo ci sia la volontà di trasferire in India la Gsi, per la quale ci erano stati prospettati investimenti imminenti, preoccupa fortemente vedere la struttura commerciale e la Direzione del personale sempre più impoverite e depotenziate, nessuna notizia in merito agli smantellamenti degli impianti oramai non più necessari ma che, se lasciati a sé stessi, rischiano di essere pericolosi alla collettività. Riteniamo che il Ministro debba confrontarsi nel più breve tempo possibile direttamente con Sajjan Jindal e senza garanzie vadano individuate da parte del Governo tutte le misure necessarie per voltare pagina per non subire passivamente le non scelte di una multinazionale totalmente inadempiente".

I sindacati a questo punto suggeriscono al Governo di avere un piano alternativo serio e credibile con altri soggetti privati e con l'ingresso importante dello Stato nel capitale sociale, per dare concretezza alle dichiarazioni fatte di un sito e di una siderurgia strategica.

Intanto il Consiglio di fabbrica e le segreterie si sono attivate per richiedere un incontro al presidente della Regione Toscana con il sindaco di Piombino per costruire insieme le richieste da portare al prossimo incontro con il Ministro. Resta l'intenzione di organizzare un incontro con tutte le parti politiche che hanno fatto visita al presidio per fare insieme una valutazione sugli impegni che si erano assunte nelle scorse settimane.

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