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Lavoro venerdì 26 marzo 2021 ore 15:59

Jsw, presidio al Mise per accelerare i tempi

Fim, Fiom, Uilm e Ugl unite per lo stabilimento di Piombino. "Se non si affrontata rapidamente la vertenza, si corre il rischio di una vera chiusura"



ROMA — Il presidio delle Rsu Jsw, Piombino Logistics e Gsi si è spostato a Roma sotto al Ministero dello Sviluppo economico per portare all'attenzione del Governo e dei media nazionali la situazione dello stabilimento siderurgico piombinese.

I segretari nazionali di Fim,Fiom, Uilm e Ugl sono stati ricevuti dal Ministro Giancarlo Giorgetti mentre i lavoratori di decine e decine di crisi industriali manifestavano la propria preoccupazione e il timore che il dilatarsi dei tempi possono provocare un dramma sociale ed un aumento della tensione. 

Come hanno fatto sapere in una nota sindacale, il ministro ha precisato che non intende fare convocazioni interlocutorie per nessuna delle crisi aperte e che si avvarrà di una task force specifica per i temi più importanti fra cui la siderurgia. Per quanto riguarda lo stabilimento di Piombino ha riconfermato, come annunciato dalle Segreterie Fim, Fiom, Uilm e Ugl provinciali nei giorni scorsi, che il piano industriale presentato da Jsw non è soddisfacente. Resta comunque riconfermato l’interesse di un protagonismo dello Stato e la volontà di destinare anche qui risorse importanti come a Taranto, valutando al contempo la possibilità di affiancare altri soggetti privati all'attuale proprietà. 

"Come segreterie provinciali riteniamo sbagliato e grave non aver già determinato un calendario di convocazioni. - hanno convocato - Riteniamo che così facendo, il Ministro si assuma una grande responsabilità perché se non affrontata rapidamente la vertenza dell'unico sito che produce rotaie per lo Stato Italiano, si corre il rischio di una vera e propria chiusura con un dramma nemmeno immaginabile per il comprensorio". 

Intanto, la prossima settimana si terrà un consiglio di fabbrica per valutare come alzare il livello delle iniziative e la pressione politica sul Ministero. 

Quella di oggi è stata una delle poche volte in cui Fim, Fiom, Uilm e Ugl hanno condivisa per unire tutte le forze con lo scopo di parlare con un unico linguaggio ai lavoratori concreto e non solo ideologico.

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