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Lavoro domenica 04 luglio 2021 ore 13:30

Jsw, “ora nessuno può più nascondersi”

Arrivano le prime adesioni al presidio del 7 Luglio al Mise. Il Camping Cig ha spiegato le ragioni del perché non ci sarà



PIOMBINO — Arrivano dall'Onorevole Andrea Romano e dal Senatore Massimo Mallegni le prime adesioni all'iniziativa del 7 Luglio Roma sotto il Ministero dello Sviluppo economico.

Intanto i sindacati Fim, Fiom e Uilm attendono le risposte ufficiali degli altri soggetti politici invitati a partecipare.

“Nessuno può più nascondersi davanti alle macerie che sono state provocate da una crisi nata nel 2009 e che ha visto passare Governi di tutti gli schieramenti politici. - hanno commentato i sindacati - Se questo territorio muore saranno tutti colpevoli. Il Viceministro Todde, che aveva annunciato per i primi di Giugno la convocazione per la vertenza Jsw, ed il Ministro Giorgietti che non si è mai degnato di rispondere ai rappresentanti dei lavoratori, non possono nascondersi dietro alla semplice dichiarazione che il piano industriale Jsw non è sufficiente, devono decidere se andare avanti con o senza Jindal e dire quale sarebbe l'alternativa. Il vicepresidente Marco Carrai - hanno proseguito - dallo scorso Dicembre non ha più fatto dichiarazioni pubbliche sul futuro dello stabilimento”.

“Sono mesi che diciamo che il Ministro Giorgietti ed il Presidente Mario Draghi devono parlare direttamente con Jindal e finalmente forse a Luglio quest'incontro potrebbe essere stato messo in agenda. - hanno aggiornato i sindacati - Ma davvero al Ministero stanno decidendo di barattare la commessa delle rotaie, per la quale Rfi entro fine Luglio dovrà decidere a chi assegnarla, con la possibilità di produrre acciaio a Piombino? E dove sono i soldi di Invitalia promessi da anni per Piombino? Vogliono farci arrivare con le concessioni portuali scadute, fine Luglio, ed in prossimità della fine degli ammortizzatori sociali perché saremmo più deboli? In altri palazzi stanno decidendo il futuro di Piombino senza i rappresentanti dei lavoratori e senza i rappresentanti politici locali e regionali. Probabilmente un futuro in cui per ‘equilibri della siderurgia nazionale’ non si può fare il forno elettrico a Piombino. Alla faccia delle tante promesse della politica e del fantomatico piano della siderurgia nazionale”.

Intanto, hanno fatto sapere che non aderirà al presidio come coordinamento il Camping Cig. “Ad oggi non ci è chiaro con quali obiettivi sia stato indetto il presidio sotto il Mise, da quello che traspare dai vari comunicati sindacali sembra che gli unici motivi siano quelli di provare a riaccendere una luce sulla vertenza piombino e di riottenere una convocazione al tavolo delle trattative, sicuramente importanti ma non possiamo non valutare quelle che sono le posizioni espresse dalle segreterie provinciali nel comizio sotto il comune qualche settimana fa dopo l'ultimo incontro al Mise. Assolutamente - hanno proseguito - non condividiamo l'idea di un’ulteriore trattativa con Jindal dopo il ricatto lanciato all'ultimo incontro dove pretendeva tutta la commessa di rotaie Rfi e le concessioni portuali in scadenza, altrimenti avrebbe fermato anche quei pochi reparti che ad oggi sono ancora in marcia. Ancora ci si affida alla politica, a cui è stato chiesto di aderire al presidio, che ha contribuito con anni di promesse e alla sottomissione alle multinazionali di turno alla drammatica situazione in cui ci ritroviamo, siamo assolutamente contrari ad ulteriori passerelle in cerca di consensi, servono i fatti. Per questi motivi, e per il probabile confronto tra sindacati e ministero durante l'iniziativa, - hanno spiegato dal Camping Cig - abbiamo deciso di aderire come lavoratori ma non come associazione per le posizioni che da anni portiamo avanti spesso in totale contrapposizione con quelle di chi ha gestito la vertenza”.

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