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Lavoro martedì 03 maggio 2022 ore 19:58

Tavola rotonda sul futuro delle acciaierie

Le acciaierie di Piombino

Molti gli interrogativi posti da Fim, Fiom, Uilm, Uglm e Usb. Anche gli attivisti del Camping Cig hanno snocciolato le questioni più urgenti



PIOMBINO — Assemblea pubblica al palazzetto dello sport per tenere accesi i riflettori sulla situazione dello stabilimento siderurgico di Piombino visto lo stallo della vertenza. 

Da alcune settimane i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Uglm e Usb hanno intrapreso una lotta condivisa che si concretizza con l’iniziativa aperta alla cittadinanza del 4 Maggio con inizio alle 9,30 al quale sono stati chiamati a partecipare le segreterie nazionali dei sindacati, il presidente della Regione Toscana, il sindaco di Piombino e il presidente dell’Autorità di Sistema portuale. Chiesta, inoltre, la presenza dei rappresentanti del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico, così come dei parlamentari e dei senatori delle varie forze politiche e dei sindaci del comprensorio.

Le domande sono tante e nel corso dell’incontro si cercherà di tratteggiare il quadro della situazione e provare a trovare delle risposte. Molti gli interrogativi posti dal coordinamento Art.1 Camping Cig che innanzi tutto si domanda il perché di una tavola rotonda senza dibattito.

Tra le questioni da porre sotto la lente il passo indietro di Invitalia nel capitale a differenza di Taranto.

“Lo Stato abbandona definitivamente Piombino? Il 4 ci sarà il ministro Giorgetti? Ci consegnamo di nuovo nelle mani di Jsw questa multinazionale del tutto inaffidabile? Che cosa sono mai 60 milioni per un revamping serio dei treni di laminazione, quando per esempio il Tpp è così malconcio? Secondo le notizie riportate dalla stampa, Carrai ha dato per la prima volta i numeri dei futuri occupati: 1200 a pieno regime, ne rimangono fuori 400/500: dove ricollocare questi esuberi? Perché non cominciare a parlare pure di uscite volontarie incentivate, come a Taranto? - hanno chiesto gli attivisti del coordinamento - Senza lo Stato a comandare, vedi anche commesse rotaie Rfi, come credere che Jsw faccia gli investimenti e addirittura il forno elettrico, in assenza del quale gli esuberi saranno ancora più numerosi? E il rigassificatore non serve alle acciaierie, blocca lo sviluppo del porto e delle attività legate al mare: chi vuole illudere se stesso e gli altri? Non sarebbe molto meglio da subito lottare tutti insieme, lavoratori e popolazione, per un piano di rinascita di Piombino, acciaio pulito di qualità, bonifiche, diversificazione? Dunque: quali iniziative di lotta degli operai in produzione insieme ai cassintegrati; dei lavoratori insieme alla cittadinanza, per costringere il governo a considerare finalmente Piombino l'emergenza nazionale che è?”.

Per conoscere le risposte a queste domande, per avere gli aggiornamenti sulla vertenza, anche alla luce del recente incontro al Mise, e sul futuro dello stabilimento non resta che attendere l’incontro pubblico.


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