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Lavoro venerdì 19 marzo 2021 ore 08:46

Jsw, per Usb bisogna chiudere con Jindal

Bandiera Usb

"Dovremmo consegnare una montagna di soldi pubblici ad una società che non ha intenzione di investire un centesimo?". Usb pronta alla mobilitazione



PIOMBINO — "E' inutile girarci ancora intorno. Il piano industriale di Jsw non esiste. E' ormai evidente che la multinazionale non ha intenzione di investire un euro nel nostro sito produttivo. Se avesse voluto farlo lo avrebbe già fatto in questi anni".

Così ha esordito l'Unione sindacale di base intervenendo nel dibattito aperto sulle questioni e sul futuro dello stabilimento siderurgico Jsw Steel Italy a Piombino annunciando una mobilitazione.

"Continuare a chiedere all'infinito un intervento salvifico dell'imprenditore indiano sta creando una situazione al limite del ridicolo. Un atteggiamento offensivo per i lavoratori ma anche per tutta la città e i suoi cittadini. Una città che aspetta da anni un programma di bonifica e riconversione ambientale. - hanno aggiunto - Anche continuare a chiedere un intervento forte dello Stato senza mettere in discussione questa proprietà rischia di essere una posizione molto pericolosa. Strano che anche le altre organizzazioni sindacali, in un recente comunicato, parlino di Jsw come un'azienda totalmente inaffidabile ma contemporaneamente vorrebbero che il Governo trasferisse milioni di euro proprio ad un soggetto che non dà nessuna garanzia. Dovremmo consegnare una montagna di soldi pubblici ad una società che non ha intenzione di investire un centesimo sul nostro territorio? Siamo sicuri che la famosa commessa di Rfi, una volta assegnata, sarà effettivamente prodotta qui a Piombino? Con quali impianti? Il primo obiettivo da portare a casa come lavoratori che come cittadini piombinesi, prima di parlare di qualsiasi altra cosa, è che questa multinazionale se ne vada immediatamente".

"Se di intervento dello Stato si deve parlare allora che sia un intervento vero. - hanno proseguito dall'Usb Federazione di Livorno e Piombino e Settore nazionale industria - Quelli che oggi continuano ad affermare che le nazionalizzazioni sono impossibili sono gli stessi che vorrebbero regalare centinaia di milioni di euro pubblici a delle imprese private. Convinti dell'irreversibilità del libero mercato, anche nei settori strategici, ma sempre, però, con l'aiuto statale. Ovviamente senza neanche avere una contropartita in termini occupazionali e ambientali".

L'Unione sindacale di base ha ricordato che ha avviato una campagna nazionale per ottenere un piano nazionale sulla siderurgia e un piano di riconversione sostenibile e un programma serio di bonifiche. "Interventi non più rinviabili che devono essere messi al primo posto in qualsiasi discussione sul futuro di Piombino e della sua acciaieria", hanno concluso.

Infine, l'invito alla mobilitazione per lunedì 22 Marzo alle ore 12 davanti alla portineria centrale dello stabilimento dove è in corso il presidio permanente di Fim, Fiom e Uilm (leggi qui sotto gli articoli collegati).

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