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Attualità domenica 16 maggio 2021 ore 07:00

Nuovi modi di dire

Foto di Riccardo Marchionni

Prosegue la carrellata di modi di dire piombinesi raccolta da Gordiano Lupi per #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia. Foto di Riccardo Marchionni



PIOMBINO — Alcuni lettori mi hanno mandato i loro modi di dire e mi hanno fatto tornare alla memoria giornate spensierate e interminabili di circa mezzo secolo fa, quando gli anni progredivano lenti, mentre adesso galoppano come cavalli in corsa, volano come aerei supersonici. 

Che popo’ di lotano che sei! Lo abbiamo detto tutti a un amico fastidioso, petulante, così insistente su un determinato argomento da mettere ansia. Molto più folk e parecchio piombinesi le espressioni volgari come non mi bacare e non mi lotanare, riferite sempre a persone che non ne vogliono sapere di stare zitte e che insistono su certe posizioni. In italiano si direbbe non mi scocciare, non mi rompere le scatole, non mi assillare… 

Da Montelupo si vede Capraia / Dio li fa e poi li appaia è un altro modo di dire per indicare due persone con gli stessi gusti e identico stile di vita. Capraia, in questo caso, non è l’isola dell’arcipelago toscano ma il paesino in provincia di Empoli che si scorge da Montelupo Fiorentino. L’espressione indica proprio che da quel che fa un individuo si comprende cosa farà l’altro, tanta e tale la vicinanza di gusti e di idee. 

Non sei bono nemmeno per la civetta! Si tratta di espressione usata per indicare una persona scarsa, che non serve a niente, visto che la civetta è un animale che si accontenta facilmente e che per catturarla si può usare ogni tipo di esca. 

S’ha dì d’andà? È un fiorentinismo molto usato dalle nostre parti, soprattutto negli anni Ottanta, spesso abbreviato in un ermetico saddidda? Significa: Si è fatto tardi, vogliamo andarcene? 

T’ha dato di balta il cervello? Ce lo siamo sentiti dire tante volte dai nostri genitori quando combinavamo cose irriferibili, l’onomatopea dare di balta sta a significare Sei impazzito? Sei andato fuori di melone? 

E quanti di noi, da piccoli, si sono levati la sete con il prosciutto? Testardi come pochi andavamo per la nostra strada insistendo nell’errore mentre gli adulti ci dicevano: va bene, fai pure, levati la sete con il prosciutto

Un si pole be’ coll’imbuto pare che fosse il modo di dire preferito del sindacalista Rolando Petrocchi quando si riferiva a impegni gravosi che era costretto a firmare con il padrone a nome degli operai. 

A volte invece, quando ci sentivamo di troppo oppure avevamo capito che s’era fatto tardi, facevamo come Baglioni, inutile completare l’irriferibile rima, insomma ce ne andavamo, tornavamo a casa. Il povero cantante melodico veniva preso come pretesto, così come adesso una mia amica s’è inventata (visto che è donna) un nuovissimo e insolito ora faccio come Anna Valle! E pure lei usa la frase quando decide di andarsene, di togliersi da quel luogo e rientrare a casa.

Mangiare a ufo è un altro bel modo di dire toscano che a Piombino si usa quando si mangia a sbafo a qualche inaugurazione, oppure quando un figlio in età da lavoro continua a mangiare in casa dei genitori senza portare un euro di stipendio.

Concludo la puntata con vendere i gelati al polo, cosa parecchio difficile, espressione usata in senso positivo riferito a un abile venditore, così bravo da poter vendere ghiaccioli agli eschimesi. 

Continuate a mandare i vostri modi di dire. Restiamo in attesa.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata

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