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Cultura lunedì 17 giugno 2024 ore 17:30

Nuovi scavi al parco archeologico

La nuova campagna di indagini archeologiche, con archeologi di Siena e Oxford, interessa l'area dell'acropoli di Populonia



PIOMBINO — Sono ripresi nel Parco archeologico gli scavi delle Università di Siena e Oxford nell’area dell’acropoli di Populonia, diretti dai professori Stefano Camporeale (Siena) e Niccolò Mugnai (Oxford).

Quest’anno il team di archeologi senesi e inglesi lavorerà per cinque settimane, fino al 20 Luglio e sarà possibile visitare il parco anche durante le operazioni di scavo. Le indagini saranno concentrate ai piedi del grande muro delle Logge, alla scoperta della sua fondazione e delle tracce precedenti alla sua costruzione. La seconda area che verrà scavata sarà quella della domus, la grande casa aristocratica costruita a ridosso delle Logge.

Negli anni precedenti in questa casa sono stati trovati contesti di eccezionale importanza: la casa, infatti, fu distrutta da un incendio intorno al 50 a.C., nell’epoca delle guerre civili che caratterizzò il periodo finale della Repubblica romana. Ancora non si sa con precisione quale fu la causa dell’incendio, ma tutta la casa crollò e non fu più ricostruita.

“Questo tipo di eventi rappresenta una rara occasione per gli archeologi perché, come a Pompei o Ercolano, la vita di Populonia si fermò improvvisamente e pertanto tutto il contenuto della domus si trova ancora lì, in attesa di essere scoperto. - ha raccontato Stefano Camporeale - Questo edificio rappresenta una delle più grandi case aristocratiche che si conoscono in Etruria, abitata da qualche personaggio importante di Populonia, il cui nome è sconosciuto, e dalla sua famiglia, comprendente anche servi e liberti”. 

Quanto sta venendo alla luce sono proprio le tracce della vita quotidiana nella casa, dal momento che le stanze che gli archeologi stanno scavando corrispondono alle aree di servizio, dove si trovavano le cucine e le dispense. 

“Una miriade di oggetti sta pian piano rivelando tutte le attività che qui si svolgevano: si tratta soprattutto di reperti in ceramica e in metallo che si sono conservati in maniera straordinaria sotto le ceneri del fuoco. - ha spiegato Mugnai - Sono stati recuperati attrezzi per la cucina e il camino, porzioni di mobili come chiodi e cerniere, ceramiche per la tavola e per la dispensa, pezzi di giocattoli in terracotta, lampade in ceramica, ma anche calamai per l’inchiostro e altri strumenti per la scrittura”.

La parte più ricca della casa, quella dove il padrone accoglieva i suoi ospiti, è già stata scavata durante precedenti ricerche e qui si trovano grandi stanze con pavimenti a mosaico, le terme private e le sale per il banchetto. L’obiettivo delle nuove ricerche sarà quello di avere un’immagine completa della domus, composta di grandi stanze riccamente decorate, così come di ambienti più appartati, nascosti alla vista degli ospiti esterni e usati solo dai familiari.

Lo scavo, ricordiamo, è effettuato in regime di concessione ministeriale e fa parte delle proposte progettuali presentate da alcune Università italiane che da anni collaborano con il Ministero della Cultura, la Regione Toscana, il Comune di Piombino e la Parchi Val di Cornia, al potenziamento e all’accrescimento del patrimonio del Parco. Queste proposte rientrano all’interno del Piano triennale della Ricerca allegato al Piano strategico di sviluppo culturale firmato da questi Enti nel Gennaio 2024.


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