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domenica 16 giugno 2019

Politica giovedì 17 gennaio 2019 ore 09:47

Progetto Creo, i 5 Stelle fermi sul no

Dal tipo di rifiuti trattati alla posizione scelta per l'insediamento, ecco elencati tutti i dubbi sul progetto Creo previsto nell'area di Colmata



PIOMBINO — No al progetto Creo, a dirlo a chiare lettere è il Movimento 5 Stelle di Piombino.

"Piombino versa in una situazione davvero critica sotto il profilo ambientale: - hanno spiegato in una nota - una discarica esaurita che produce miasmi continui, un progetto di raddoppio della stessa, accompagnato dalla vendita a privati del 60 per cento delle azioni della società che gestisce l'impianto, un Sin da bonificare e una catastrofica capacità da parte dell'amministrazione comunale di gestire le problematiche riguardanti il territorio". Per questo i pentastellati si sono detti contrari all'insediamento nell'area Apea di Colmata che prevede la produzione di bio-lignite tramite carbonizzazione idrotermale di rifiuti organici di varia natura.

Le motivazioni del no sono molte e riguardano l'analisi di vari aspetti: "E' un progetto del tutto sperimentale, senza garanzie di riuscita. Gli unici 2 stabilimenti presenti si trovano a Valencia, in Spagna (n. 2 reattori con capacità di14.000 ton/anno) e Immingam, Regno Unito (n.1 reattore con capacità di 7.000 ton/anno) con un volume produttivo di molto inferiore rispetto a quello che viene ipotizzato di realizzare a Piombino (n. 10 reattori con capacità di 60.000 ton/anno). Ció significa ricevere rifiuti da trattare da tutta la Val di Cornia e non solo da Piombino. - hanno spiegato i 5 Stelle - Un impianto analogo era previsto a Capannori, ma il progetto è stato bocciato a causa del fatto che la relazione tecnica inviata al Comune prevedeva di trattare anche rifiuti industriali e non soltanto sfalci. Tale informazione, molto importante ai fini della valutazione del progetto, non era stata resa pubblica. Nessuno può quindi assicurare che in futuro questa possibilità non si verifichi anche nell'impianto di Piombino. Inoltre, - hanno aggiunto - nella delibera della Regione Toscana DRG n. 457, riguardante il procedimento di valutazione di impatto ambientale, la soc. Creo chiede di trattare 23 diverse tipologie di rifiuti, mentre nei due impianti sopracitati i Cer autorizzati sono solo 3. I 23 Cer (Codice Europeo Rifiuti) che Creo chiede di trattare variano da rifiuti prodotti da agricoltura, da preparazione di alimenti, a rifiuti derivanti dalla lavorazione di pelli e pellicce, legno, imballaggi, rifiuti prodotti dal trattamento meccanico di Forsu (fraz. organica da rifiuti urbani) e fanghi di depurazione acque reflue e industriali. Sono tutte tipologie di rifiuti che hanno codici a specchio: frazioni organiche che possono presentare caratteristiche di pericolosità". A pesare sul progetto anche 41 tra prescrizioni e raccomandazioni prodotte dalla Regione Toscana riguardanti le emissioni atmosferiche, l'impatto olfattivo, la posizione, il paesaggio, la situazione idrica del suolo e sottosuolo, gli scarichi e molto altro.

"In sostanza la Creo Srl costruirebbe di fatto un altro impianto di riciclo per rifiuti speciali. La produzione e la commercializzazione dei prodotti e/o sottoprodotti derivanti dal trattamento attraverso la carbonizzazione idrotermale dei rifiuti organici è ancora a livello sperimentale e non esiste alcuna legislazione nazionale ed europea specifica di riferimento", hanno aggiunto i 5 Stelle.

A tutte queste motivazioni si aggiunge una questione legata alla infelice posizione geografica prescelta per l'impianto: tra una locale enogastronomico con tavoli all'aperto e il porto turistico delle Terre Rosse.

"Chi ci ha governato fino ad oggi vuole caratterizzare Piombino come un polo dei rifiuti. Noi assolutamente no. Abbiamo in mente per Piombino ben altre opportunità, quelle che nessuno gli ha mai concesso", hanno concluso.



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