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Politica giovedì 19 ottobre 2017 ore 08:00

"Non sia lo zuccherino prima di un amaro boccone"

Stefano Fassina

Così Fassina e Petraglia di Sinistra Italiana hanno commentato i passi avanti per lo sblocco dei 30 milioni di euro per i lavoratori dell'indotto



PIOMBINO — Sullo sblocco dei 30 milioni di euro, residui degli ammortizzatori in deroga da usare per le aree di crisi della Toscana, compresa Piombino, è intervenuta anche Sinistra Italiana.

"Lo sblocco dei 30 milioni di euro rerappresenta una notizia positiva alla quale il Governo, l'Inps e la Regione devono dar seguito rapidamente. Ciò non deve però rappresentare l'ultimo zuccherino di un grande ed amaro boccone qual è tutta la vicenda Aferpi", hanno detto Stefano Fassina e la senatrice toscana  Alessia Petraglia commentando il sit-in di protesta organizzato davanti al Ministero del Lavoro.

"Cinquecento euro per 6 mensilità sono certamente un sostegno utile per i lavoratori che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali ma l'impegno più grande deve essere impiegato per far ripartire l'economia nelle aree di crisi. A Piombino - proseguono i due parlamentari di Sinistra Italiana - questo si traduce non ritardando ulteriormente le importanti bonifiche dell'area, che potrebbero rioccupare proprio molti lavoratori dell'indotto, e rilanciando l'attività industriale con maggiori certezze e serietà rispetto a quello che è accaduto in questi anni".

"Se a questa scadenza (il 31 Ottobre, ndr) non ci saranno novità positive e concrete - hanno concluso Fassina e Petraglia - lo Stato italiano entri in possesso temporaneamente delle acciaierie di Piombino". Questo potrebbe farlo attingendo dal fondo di 300 milioni per la continuità produttiva delle aziende commissariate previsto nel decreto fiscale (leggi l'articolo correlato).



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