Politica Domenica 04 Gennaio 2026 ore 18:30
Sicurezza, “assenza di politiche strutturate”

Sinistra Italiana replica al sindaco Ferrari: “Noi abbiamo un’altra idea di sicurezza: la sicurezza come diritto sociale”
PIOMBINO — “Abbiamo letto con sincero sconcerto la risposta del sindaco Ferrari alla richiesta di dimissioni dell’assessore all’insicurezza Ceccarelli. Anche questa volta la colpa è di qualcun altro”, così Sinistra Italiana è intervenuta in merito al dibattito aperto attorno alla questione sicurezza in città (leggi qui sotto gli articoli collegati).
“Questa giunta non governa, ma subisce ogni problema invece di affrontarlo, nella migliore tradizione vittimistica della destra. - hanno proseguito - Questa risposta non ha nulla di civico e ha ben poco di politico nel senso alto del termine. È, piuttosto, un manifesto ideologico che usa la paura come collante e individua capri espiatori invece di affrontare la complessità dei problemi. Quando si smette di parlare di diritti, coesione sociale e responsabilità collettiva per ridurre tutto a loro contro noi, il civismo muore. E ciò che resta è una narrazione intrisa di un’impronta autoritaria, che richiama logiche di esclusione e gerarchizzazione delle persone degne e indegne”.
“Dire che ‘i protagonisti sono quasi sempre gli stessi’ non è una ‘semplice constatazione della realtà’: è una generalizzazione che alimenta stigma, sospetto e odio sociale. - hanno aggiunto - È esattamente così che si smette di fare politica e si inizia a fare propaganda. La sicurezza, che è un problema serio, non si costruisce indicando un nemico etnico o sociale, ma intervenendo sulle cause profonde del disagio, della marginalità e della devianza. Telecamere, DASPO urbani, chiusure anticipate e operazioni ad alto impatto non sono una strategia: sono palliativi. Possono forse spostare un problema da una strada all’altra, ma non lo risolvono. Anzi, spesso lo aggravano, perché producono esclusione, conflitto e ulteriore frattura sociale. La militarizzazione dello spazio pubblico non rende una città più sicura ma solo più impaurita e meno libera, oltre a creare il deserto sociale”.
“Noi abbiamo un’altra idea di sicurezza: la sicurezza come diritto sociale. - hanno spiegato da Sinistra Italiana - Sicurezza che significa case popolari assegnate con criteri trasparenti e accompagnate da percorsi di inclusione, investimenti veri nei servizi sociali e nell’educativa di strada, nella mediazione culturale, e ancora scuole aperte, centri di aggregazione, sport, cultura, lavoro. Significa progetti di integrazione che non lascino persone, italiane o straniere, abbandonate ai margini, senza prospettive e senza reti. Sull’immigrazione, la verità è che il non controllo nasce proprio dall’assenza di politiche strutturate ed è una strategia precisa della destra, che, lo ricordiamo al sindaco smemorato, governa da 4 anni ed esprime il ministro dell’interno. Niente corridoi legali, niente percorsi di regolarizzazione efficaci, niente integrazione abitativa e lavorativa. È questo vuoto che produce irregolarità, sfruttamento e conflitto, non la solidarietà. Quanto alla giustizia e alle forze dell’ordine, il rispetto si dimostra anche evitando di usarle come scudo retorico. Servono risorse, formazione, coordinamento, certo. Ma serve soprattutto prevenzione sociale. Perché una società che interviene solo con la repressione è una società che ha già fallito. Noi crediamo che Piombino, come tutte le città italiane, abbia bisogno di meno slogan e più progetto. Meno paura e più responsabilità. Meno ordine imposto dall’alto e più comunità costruita dal basso. Questo è civismo. Tutto il resto è ideologia identitaria, che non risolve i problemi e lascia dietro di sé solo macerie sociali”.
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