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giovedì 21 novembre 2019

Lavoro mercoledì 15 novembre 2017 ore 17:22

Da Vignale tutti i numeri di Unicoop Tirreno

Piero Canova e Marco Lami

I vertici di Unicoop Tirreno hanno illustrato il trend positivo delle vendite e fatto il punto su licenziamenti, chiusure e terziarizzazione



PIOMBINO — Unicoop Tirreno ha esaminato e discusso l'andamento della cooperativa fino a settembre 2017 e stilato le prospettive per la chiusura dell'anno. Un'analisi attenta che ha dovuto fare i conti con il periodo di crisi che la cooperativa che copre le regioni Toscana, Lazio, Umbria e parte della Campania sta attraversando con il fiato sul collo dei sindacati.

Come hanno illustrato il presidente Marco Lami, il direttore generale Piero Canova e il direttore soci e comunicazione Massimo Favilli, i dati aggiornati a settembre 2017 sono in netto miglioramento sia per quanto riguarda gli obiettivi prefissati. Fa ben sperare, infatti, il 0,72 per cento in più delle vendite totali rispetto allo stesso periodo del 2016; numeri in linea con il piano preventivo 2017 tenuti su dalla vivacità della rete toscana. Le stime a finire per l'anno in corso si allineano sul +0,70 per cento. Si prevede, inoltre, una riduzione delle perdine a un terzo di quelle conseguite nel 2016.

Risultato questo che rispetta gli obiettivi contenuti nel Piano Industriale 2017-2019. 

"Nessun trionfalismo, ma nemmeno nessun catastrofismo", ha voluto sottolineare il presidente Marco Lami pur nella consapevolezza che la cooperativa avrà ancora nuovi step da superare.

Tra queste il dialogo con i sindacati che sono sul piede di guerra alla luce degli accordi firmati nella primavera scorso per l'uscita dalla crisi. Per i sindacali questi accordi non sarebbero stati rispettati, mentre da parte della cooperativa emerge un'altra lettura. 

"Nessun dipendente di Unicoop Tirreno è stato licenziato se non con un accordo tra le parti, confermando un impegno preso fin dall'adozione del Pano industriale", ha tenuto a precisare il direttore generale Piero Canova. Coinvolti in questo esodo incentivato 246 dipendenti, contando quelli già usciti o in procinto di uscire volontariamente. Per quanto riguarda i dipendenti che lavoravano nei punti vendita Unicoop Tirreno, sono stati dirottati in altri negozi.

In merito alle chiusure e alle cessioni, si parla di 4 in Toscana e 5 nel Lazio a seguito di un lungo processo di verifica delle gravi perdite registrate che spesso si aggiravano attorno al 40 per cento; compreso il caso di via Anna Frank a Livorno legato a problemi dell'immobile. D'altro canto dati positivi sono arrivati a seguito della ristrutturazione e del rilancio dei punti vendita di Grosseto in via Inghilterra e a Ribolla, ma anche Roma Casilno, Roma Eur, Colleferro e Acquapendente nel Lazio. Per quanto riguarda gli investimenti su Piombino, collegati allo spostamento del punto vendita di via Gori, rimane l'interesse ma stando alle attuale condizioni il budget a disposizione è ridotti e non si potrà far altro che pensare a un restyling del negozio.

Sul fronte esternalizzazioni, sollevato dai sindacati, dalla cooperativa si fa riferimento a casi sporadici in piccoli punti vendita del Lazio limitatamente ad alcuni reparti o settori. Si tratta comunque di una sperimentazione di cui si dovranno verificare benefici o meno.



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