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Attualità giovedì 26 agosto 2021 ore 09:20

Lente fissa sulla situazione dell'ospedale

L'ospedale Villamarina

La Piazza: "Non vorremmo che tutto questo si trasformasse in rassegnazione da parte di chi ha bisogno e diritto di veder soddisfatto questo bisogno"



PIOMBINO — Si torna a parlare di Villamarina e a porre la lente sul destino dell'ospedale di Piombino è il gruppo La piazza Val di Cornia. 

"Il Covid avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, farci riflettere e quindi modificare radicalmente alcune nostre convinzioni: ad esempio quella che la riduzione degli ospedali e il loro accorpamento in una unica sede, con disagi per chi abita lontano da essi, sia una scelta vantaggiosa da perseguire. - hanno esordito in una nota - Molte delle criticità legate alla gestione del Covid sono state infatti legate anche alla riduzione dei posti letto. Lo smantellamento, perché di questo si tratta, di ospedali come quello di Piombino, non può essere giustificato con la carenza di personale o con la solita litania degli ospedali in rete. Una rete è efficiente solo se non ha dei buchi immensi come quello che c'è da Livorno a Grosseto e non è accettabile che vi siano sedi sprovviste di personale medico come Piombino, e non ci riferiamo ad attività ultraspecialistiche, ma a quelle di base, necessarie al buon funzionamento di qualsiasi ospedale".

La Piazza Val di Cornia non si riferisce solo alla situazione del reparto di Ostetricia e Pediatria, ma anche quelli di Radiologia, Dialisi, Cardiologia, Ortopedia, Neurologia e Oculistica. 

"Sappiamo bene che c'è carenza, a livello Regionale ancor prima che di Usl Nord-Ovest, di medici dedicati a queste specialità, ma resta difficile capire come questa rete ospedaliera sia gestita. - hanno spiegato - Prendere un cardiologo da Cecina e fargli fare gli straordinari a Piombino non crediamo possa essere la soluzione al problema, se non in via emergenziale e per un ridottissimo periodo di tempo. In pratica, ogni necessità che non possa essere soddisfatta al Pronto Soccorso deve trovare soluzione in altri ospedali, Cecina, Livorno o Pisa, visto che sono scomparse anche le reperibilità per Ortopedia, Oculistica o Urologia".

"È una situazione grave e inaccettabile, soprattutto per chi, anziano o indigente, a queste condizioni non può praticamente più permettersi di curarsi. - hanno concluso - 
Eppure il Covid ha mostrato chiaramente che una distribuzione logica di ospedali efficienti e la disponibilità di posti letto siano le risposte migliori ai bisogni di Salute dei cittadini. Tuttavia l'emergenza passata non ha cambiato di una virgola i piani delle aziende sanitarie: al primo posto continua ad esserci la gestione economica e non la risposta alle necessità delle persone. Questo è ad oggi lo stato dell'arte e non vorremmo che tutto questo si trasformasse in rassegnazione da parte di chi ha bisogno e diritto di veder soddisfatto questo bisogno".


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