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Sport venerdì 17 maggio 2024 ore 09:30

Atletico Piombino: i calciatori dell’impresa

Gordiano Lupi tratteggia la rosa nerazzurra evidenziando chi ha contribuito a centrare l’obiettivo salvezza



PIOMBINO — L’Atletico Piombino si salva con una domenica di anticipo, si piazza dodicesimo (quintultimo posto), evita i play-out perché totalizza ben 13 punti in più del Porta Romana, che finisce penultimo. Il campionato lo vince la Sestese, dopo lo spareggio contro il San Miniato Basso (che va ai play-off). Retrocedono: Sant’Andrea, Porta Romana e Castiglioncello (sconfitto nello spareggio contro il Picchi).

Il Piombino termina a 33 punti, che provengono da 10 vittorie, 3 pareggi e 17 sconfitte; gol fatti 26 (pochi), subiti 46 (troppi). Alla resa dei conti, visto che la sesta in classifica (Centro Storico Lebowski) ha 44 punti, sono mancati alcuni pareggi per ottenere un piazzamento migliore, visto che almeno il nono posto sarebbe stato alla nostra portata (Colli Marittimi finisce a 35 punti, solo due più dei nostri).

Vediamo chi ha contribuito a centrare l’obiettivo salvezza, partendo dai due allenatori che si sono avvicendati - Antonio Brontolone e Riccardo Venturi - visto che il primo ha tenuto sino a Natale la guida della squadra con risultati altalenanti e il secondo ha condotto in porto la giovane formazione. Senza nulla togliere a Brontolone, che sul piano umano e tecnico resta un buon allenatore, Venturi ha dato alla formazione nerazzurra un gioco e una grinta maggiore, che per otto domeniche consecutive hanno prodotto risultati e fiducia. Poi si è rotto qualcosa, non saprei dire cosa, tra decisioni arbitrali discutibili, infortuni e squalifiche il cammino si è complicato da solo, ma alla fine un moto di orgoglio ha portato il pareggio con la Sestese e la vittoria con il Lebowski, due gare perfette e per niente scontate. Passiamo ai calciatori utilizzati nel corso del campionato, cominciando dai tre portieri che si sono avvicendati alla difesa dei pali. Non facciamo classifiche e non diamo voti, a nostro parere Tommaso Cappellini, Biagio Favilli e Alessio Giannoni sono stati bravi e hanno contribuito in ugual misura alla salvezza. Giannoni si è dimostrato all’altezza quando è stato chiamato in causa dopo l’infortunio di Favilli (molto bravo in tante occasioni) nella gara contro il Saline e - dopo tanta inattività - la sua resa in campo è stata la scoperta più bella. Gianluca Rossi ha fatto il dodicesimo a Cappellini per alcune gare e quando Favilli ha vestito la maglia nerazzurra si è accasato al Salivoli dove ha disputato un buon campionato. La difesa è stata gioia e dolori di questo campionato, perché presi uno per uno i componenti del reparto arretrato sono tutti ottimi giocatori, ma 46 gol subiti sono tanti, forse nella prima parte del torneo le maggiori responsabilità vanno attribuite a un centrocampo debole in fase di contenimento. Tra tutti sempre il migliore in campo è stato l’esperto Alessio Fatticcioni, ben coadiuvato da Mattia Castellazzi e Thomas Martelli, ma quando si è presentata l’occasione anche Rocco Politi ha dato il suo contributo, così come Mattia Lepri si è scoperto terzino goleador nel corso della stagione (3 reti). Raffaele De Gregorio ha giocato una sola gara intera e qualche spezzone di partita, così come Mario Brizi (un gol segnato) ha dato il suo contributo quando la formazione Juniores glielo ha consentito. Giovanni Gaffi è stato una meteora svanita a dicembre. Il centrocampo ha perso a novembre Giacomo Gazzanelli, che non si è intergrato e aveva impegni extra calcistici, ma le colonne portanti sono state (con l’arrivo di Venturi) un ritrovato Federico Biondi in cabina di regia e un sorprendente incontrista come Giacomo Patara.

Tra i nostri giovani si sono distinti Matteo Talocchini e Matteo Barchi, anche se il loro impiego è stato (purtroppo) limitato. Filippo Bulli ha trovato il suo ruolo naturale con l’arrivo di Venturi ma non ha giocato le ultime gare decisive causa infortunio, Matteo Lunghi ha fatto la mezza punta di esperienza e ha dato un buon contributo alla squadra, Marco Marinelli quando ha giocato è stato sempre all’altezza, come Gianluigi Galeone sulla fascia destra ha portato un pizzico di estro e di fantasia. Serigne Diagne, un altro nostro giovane che può diventare una certezza, è stato impiegato come mediano nel finale di campionato con buoni risultati. Veniamo all’attacco, nota dolente per tutto il campionato, vista la cronica mancanza di un attaccante di ruolo, il classico centravanti da area di rigore. Abbiamo perso Mirko Mori a dicembre (si è accasato al San Miniato Basso), che non aveva cominciato ai ritmi della scorsa stagione ma restava un valido attaccante. Michele Paini è stato per molte domeniche fuori causa per infortunio e la mancanza dei suoi gol (spesso di rapina) si è sentita non poco. Alberto Papa ha messo in campo generosità ed esperienza da vera bandiera nerazzurra, ha fatto anche tre reti, ma non è bastato. Mervan Imeri ha giocato poco e ha segnato due reti nell’ultima partita. Samuele Bartoli ha giocato pochissimo e ha lasciato Piombino a novembre. Enrico Gentili non è un attaccante da area di rigore, ma ogni volta che ha giocato nel ruolo che predilige (ala destra) ha messo in confusione le difese avversarie. Mattia Colombo ha disputato un grande campionato nella squadra juniores ed è stato lanciato in prima squadra sul finale di stagione, sappiamo che deve crescere ma le due doti come goleador sono indubbie. Citiamo alcuni giovani che sono stati convocati in prima squadra come il valido portiere degli Juniores Filippo Caggiari (2005), il difensore Edoardo Mitcul (2006) e l’attaccante Filippo Regoli (2006), per loro ci sarà maggiore spazio nella prossima stagione. Alla fine, vista la cronica assenza di attaccanti, il bomber del Piombino è stato Enrico Gentili con 4 reti, anche se ha giocato meno rispetto al suo valore. Tra i marcatori il terzino fluidificante Mattia Lepri, che ha segnato 3 reti (determinanti!), quindi Fatticcioni (3), Papa (3) e Paini (3). Per il prossimo campionato il mio consiglio è di lasciare il più possibile intatta questa giovane intelaiatura che potrà godere di un anno ulteriore di esperienza e di fare soltanto due acquisti: un centrocampista esperto e un attaccante da 15 gol. Provate a pensare cosa sarebbe cambiato se il Piombino avesse avuto in area di rigore un attaccante prolifico come Remedi, Coli, Moscati, Barnini o Tantone.

La dirigenza ha contribuito a dare tranquillità ai calciatori, dal presidente Massimiliano Spagnesi che non fa tragedie se qualcosa non va per il verso giusto al direttore generale Enzo Madau che ogni tanto va fuori dai gangheri ma quando ci vuole ci vuole. Il direttore sportivo Luca Barchi con la sua concretezza e serenità contribuisce a tenere il timone dritto verso l’obiettivo. La dirigenza è tutta da elogiare per impegno e passione profusa a favore della maglia nerazzurra, da Roberto Ulivi a Gianluca Cateddu, per finire con lo staff composto da Alessio Arzilli, Marco Masullo, Pierpaolo Rosalba e il vice allenatore Luca Gherardini.

Tra i successi stagionali, oltre alla salvezza della prima squadra in Promozione dobbiamo citare quella della formazione Juniores allenata dal bravo Mirko Serena nel difficile campionato Elite. Non solo, la vittoria del campionato Allievi Provinciale permetterà ai ragazzi allenati da Sandro Marsili di partecipare nella prossima stagione al campionato regionale di categoria. Forza Piombino, lavoriamo tutti insieme - tifosi (Federico Ruggiu in testa con i suoi ultras) e dirigenza - per un grande 2024/25 di sport e vittorie!


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