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venerdì 20 settembre 2019

Attualità lunedì 22 gennaio 2018 ore 17:06

Pasquini neo presidente della Cia

Pierpaolo Pasquini

Molto conosciuto in Val di Cornia ha avuto la meglio rispetto a Franco Baldassarri. E' stato vicepresidente nei due mandati di Cinzia Pagni



CAMPIGLIA MARITTIMA — Pierpaolo Pasquini è il neo presidente provinciale della confederazione livornese della Cia, Confederazione Agricoltori. L'elezione è avvenuta al termine del percorso congressuale svolto sabato 20 Gennaio a Bibbona.

Pasquini ha avuto la meglio rispetto a Franco Baldassarri, imprenditore florovivaistico di Campiglia Marittima, al termine di un confronto sulle loro proposte politico associative. E proprio lui, nel discorso di insediamento, ha voluto ringraziare confidando nella sua utilissima collaborazione.

Pasquini è un imprenditore agricolo di 58 anni, titolare di una azienda agricola biologica ad indirizzo prevalentemente ortivo sia di pieno campo che in serra, ma con attività anche nel settore vitivinicolo ed olivicolo. Già vicepresidente della Confederazione nei due mandati di Cinzia Pagni, molto conosciuto nell’area della Val di Cornia, è impegnato da tempo nel contesto della agricoltura provinciale.

L’assemblea elettiva provinciale ha anche confermato i nominativi indicati da Pasquini alla vicepresidenza della Confederazione, Viliani Maurizio socio del Comune di San Vincenzo e Galli Lia socio del Comune di Bibbona, come previsto dal Regolamento per lo svolgimento della VII Assemblea Elettiva, oltre alla approvazione del nuovo statuto ed eletto la nuova Direzione costituita da 33 componenti.

“E’ necessario il contributo di tutti e l’invito è rivolto anche ai soci. - ha detto il neo presidente - E’ indispensabile la partecipazione, la presenza, perché questo consente di conoscere la confederazione, con i propri pregi, ma anche i limiti e le inadeguatezze, che dobbiamo cercare di superare. Nelle assemblee territoriali, ma non solo in quelle, parlando con i soci, ho sentito spesso critiche rivolte alla involuzione burocratica, che ha progressivamente assunto la ns. associazione, critica peraltro, che riguarda la generalità del mondo della rappresentanza. Viene detto che abbiamo perso di vista la nostra mission, siamo diventati un ufficio non molto diverso da quelli dei professionisti, che erogano servizi. Probabilmente le cose non stanno esattamente in questo modo, ma va perseguita con decisione ogni strada per il coinvolgimento del corpo sociale, anche perché è necessario preparare i dirigenti di oggi e di domani”.

Obiettivo cardine: "rappresentare e tutelare gli interessi di coloro che operano in agricoltura e di quelli che potenzialmente sono interessati ad entrare nel settore", ha concluso.



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