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RIGASSIFICATORE martedì 24 gennaio 2023 ore 14:25

Dopo il rigassificatore si rispolvera il Galsi

Il porto di Piombino

Il gasdotto dimenticato dal 2013, è stato rivalutato durante la visita in Algeria della premier Meloni. Interrogazione dell'eurodeputata Ceccardi



ROMA — Tra gli accordi intavolati dalla premier Giorgia Meloni in Algeria per l'energia è stata avanzata la necessità di incrementare le esportazioni di energia dall'Algeria all'Italia e potenzialmente all'Ue studiando anche la realizzazione di un nuovo gasdotto per l'idrogeno. A fare il nome del progetto Galsi è il presidente algerino durante la conferenza, prevedendo una condotta speciale non come quella esistente perchè riguarderà gas, idrogeno, ammoniaca ed elettricità.

Il progetto Galsi, ricordiamo, è un gasdotto sottomarino di 832 km che avrebbe dovuto collegare il porto algerino di Koudiet Draouche, nel nord-est del Paese, a quello di Porto Botte, in Sardegna, e poi ripartire in mare approdando a Piombino.

"Gli accordi del Governo riesumano finalmente il progetto Galsi, affossato a suo tempo dall'ostruzionismo del Pd toscano. Ottima notizia per Toscana e Italia: il Mediterraneo torna finalmente al centro dell'agenda geopolitica energetica del Paese e dell'Europa", ha commentato l'europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi.

"Nel Luglio del 2022 avevo interrogato l'Ue per chiedere quale fosse lo status sulla realizzazione del Galsi, progetto che mirava alla realizzazione di un pipeline destinato all'importazione di gas naturale dall'Algeria all'Italia attraverso la Sardegna per poi arrivare alla Toscana: 8 miliardi di m 3 /anno di gas lungo 830 km circa. Progetto strategico per l'autonomia energetica del Paese, tanto da essere inserito nel piano europeo di ripresa economica (EERP) del 2010 e ricevere un finanziamento europeo di 120 milioni di euro. - ha proseguito Ceccardi - Nella risposta all'interrogazione, la Commissione mise nero su bianco che nonostante il sostegno finanziario, il progetto non aveva compiuto i progressi necessari, la sovvenzione revocata e i fondi tornati al bilancio dell'Ue. La colpa? La Regione Toscana aveva rallentato la realizzazione dell'opera al punto che poi l'opera venne definitivamente abbandonata. Un errore strategico imperdonabile: se oggi a Piombino parliamo di rigassificatore di Gnl, è anche per queste responsabilità. Ora però il quadro è completamente cambiato: la realizzazione di quest'opera può consentire al Paese di diversificare il proprio approvvigionamento energetico e, nel medio-lungo periodo, consentire di abbandonare i rigassificatori di Gnl. Ho già presentato una nuova interrogazione alla Commissione Europea: la Toscana e l'Italia hanno già perso troppo tempo", ha concluso l'eurodeputata.


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