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Politica giovedì 30 gennaio 2020 ore 14:32

Pressing sul Governo per il Piano industriale Jsw

Dal senatore De Falco in VIII Commissione all'interpellanza dei deputati Leu Fassina e Fratoianni, le richieste al ministro Patuannelli



PIOMBINO — Mentre a Piombino Paolo Francini e Ugo Preziosi, attivisti del Coordinamento Art. 1 - Camping Cig, vanno avanti con il terzo giorno di sciopero della fame per la proroga richiesta dall'imprenditore indiano Sajjan Jindal per la presentazione del Piano industriale per il rilancio dell'acciaieria di Piombino, la questione approda al Governo.

E' stato Gregorio De Falco in VIII Commissione del Senato a chiedere direttamente al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuannelli maggiore attenzione al caso Piombino. Una vertenza ereditata dall'attuale Governo e che, ha ricordato, era data per "verso la risoluzione" dato l'arrivo dell'imprenditore indiano. I fatti però, come li espone De Falco, hanno dimostrato il contrario: il 24 Gennaio sono scaduti i termini per la presentazione del Piano industriale. De Falco chiede al Governo maggiore attività di controllo. Il ministro Patuannelli ha risposto che sta organizzando un incontro con Jindal, "da approfondire inoltre alcuni aspetti che riguardano il Mise da condurre nel tempo più rapido possibile". 

Arriva anche una interpellanza firmata dai deputati Leu al Governo Stefano Fassina e Nicola Fratoianni con la quale chiedono "quali iniziative urgenti il Governo intende mettere in atto al fine di dare effettiva operatività agli impegni assunti dal gruppo indiano Jindal nel luglio 2018 con l’accordo di programma per il rilancio del complesso siderurgico di Piombino”. Per Fratoianni e Fassina, fanno sapere dall'ufficio stampa di Leu, la richiesta di proroga da parte di Jsw “è inaccettabile di fronte alla situazione occupazionale drammatica del polo siderurgico toscano: sono, infatti, più di duemila i posti di lavoro già persi e migliaia di lavoratori specializzati sono in cassa integrazione e in attesa di notizie per il rilancio del sito produttivo. Appare evidente che il gruppo indiano ha poco interesse a rilanciare il sito di Piombino e, di conseguenza, a effettuare investimenti in macchinari e infrastrutture. Una serie di segnali negativi su cui è necessaria la reazione più tempestiva delle istituzioni nazionali”.

Nei giorni scorsi il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari hanno chiesto un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuannelli.

"Pretendiamo che il Governo sia il primo garante degli impegni siglati per dare certezze ai lavoratori", hanno detto i sindacati Fim, Fiom e Uilm in una nota chiedendo di mettere in campo gli strumenti necessari affinché tutti i soggetti rispettino gli impegni sottoscritti nell'Accordo di Programma siglato nel 2018 (leggi qui l'articolo correlato).



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