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martedì 10 dicembre 2019

Politica mercoledì 26 giugno 2019 ore 16:52

Punto nascita, il piano di azione della Regione

L'assessora Saccardi risponde alle interrogazioni in Consiglio regionale. Il consigliere Pd Anselmi ha illustrato gli step della commissione tecnica



PIOMBINO — “Abbiamo confermato più volte la volontà di tenere aperto, e in sicurezza, il punto nascita di Piombino. Al di là delle notizie uscite sulla stampa in maniera un po’ improvvida, assicuro che la nostra intenzione è sempre la stessa. Lo conferma, peraltro, la delibera della società della salute dello scorso Agosto in cui si chiede un riesame del parere ministeriale che ha negato la deroga al presidio”. Così l’assessore alla Salute della Toscana Stefania Saccardi sul nodo del punto di nascita dell’ospedale Villamarina di Piombino. 

Nonostante il numero dei parti inferiore a 500 come le previsioni ministeriali richiedono, la Regione ha detto che non intende fare alcun passo indietro sull'intenzione di mantenere aperto il punto nascita piombinese. Questa “temporanea riorganizzazione si è resa necessaria per motivi di sicurezza vista l'impossibilità di ricoprire, in tempi brevi, l'organico necessario al funzionamento del punto nascita”, ha aggiunto Saccardi. Il resto delle attività del Villamarina, continua regolarmente e “saranno sempre a disposizione un ginecologo dalle 8 alle 20, comunque sempre reperibile, una ostetrica h24 tutti i giorni”. Garantiti anche, aggiunge l’assessore, servizi quali ambulatoriale, di diagnosi prenatale, ecografia, gravidanza a rischio diabete, patologia tiroidea in gravidanza, interventi di interruzione volontaria medica e chirurgica, trasferimenti assistiti dall'ospedale di Piombino a quello di Cecina (leggi qui le disposizioni dell'Asl).

L'intervento dell'assessora Saccardi è avvenuto durante il Consiglio regionale su input dell'interrogazione presentata da Sì-Toscana a sinistra. Il consigliere Paolo Sarti ha ricordato come l'ospedale Villamarina ha bisogno di una “organizzazione di sistema e di territorio”. Le criticità di Piombino investono, oltre alle attività di ginecologia e ostetricia, anche medicina d'urgenza, senologia, ortopedia, il servizio trasfusionale. “Deve essere tutto rivisto. Così com’è non è appetibile né qualificante” ha aggiunto il consigliere di Sì-Toscana a sinistra che si è dichiarato non soddisfatto della risposta data dall’assessore.

Sulla questione punto nascita e sulla generale carenza di personale è intervenuta anche Elisa Montagnani, capogruppo in Consiglio regionale della Lega. 

"A  prescindere dalla difesa d’ufficio dell’assessore competente, la carenza di personale non è più un fatto meramente emergenziale, ma è, purtroppo, la triste realtà dei fatti che si ripete, ineluttabilmente, giorno dopo giorno, ormai da anni. - ha commentato Montagnani - Insomma fra liste d’attesa infinite, Pronto Soccorso in cui i malati sono obbligati a sostare diverse ore prima di accedere ai reparti, sempre che ci sia un posto letto per loro, e medici ed infermieri stressati perché costretti a tamponare falle continue, riteniamo, caro assessore, che il quadro più che non ottimale, sia veramente drammatico!”.

Sui social l'intervento del consigliere regionale Gianni Anselmi (Pd) che ha annunciato che la Regione sta predisponendo la annunciata delibera di revisione del sistema complessivo dell'offerta di servizi ospedalieri integrati a Piombino e in Val di Cornia.

"Sarà costituita una commissione tecnica regionale partecipata dai direttori generali delle Azienda Usl Toscana Nord-Ovest e Toscana Sud Est che in 30-60 giorni proporrà un Piano di azione", fa sapere Anselmi. 

Nel piano di azione, come ha anticipato il consigliere regionale Pd, si prevedono: la valorizzazione delle attività presenti nel presidio ospedaliero di Piombino, con particolare riferimento alla rete emergenza-urgenza e reti tempo-dipendenti e alla rete materno-infantile e rete pediatrica anche per la gestione del bambino in condizioni critiche; lo sviluppo di tutte le possibili azioni per il mantenimento futuro del Punto Nascita, inizialmente a seguito di deroga da parte del Ministero Salute ma con l’obiettivo di superarla, inclusi gli investimenti professionali e strutturali necessari all’accreditamento e al rilancio del reparto; il consolidamento in sicurezza, anche strutturale, delle attività di Medicina, Ortopedia, Chirurgia Generale, Radiologia, Servizio Trasfusionale, Urologia, Oculistica, Salute Mentale, Senologia, Salute mentale anche con l’istituzione del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, con relativo investimento strutturale e professionale; l'inserimento nell’imminente piano degli investimenti dell’intervento relativo al Pronto Soccorso, stimato in circa 4/5 milioni di euro, per il quale si prevede spostamento in area adiacente alla diagnostica; la riqualificazione e ricostituzione delle attività consultoriali in rete, anche sviluppando risposte nell’ambito della Rete regionale per la prevenzione e cura dell’infertilità maschile e femminile; il potenziamento dei distretti per la gestione delle patologie croniche degenerative, con proiezione delle attività specialistiche nei Centri Socio Sanitari e Case della Salute; il potenziamento dei percorsi di prossimità per migliorare la vita delle persone affette da tumore, in particolare sottoposte a chemioterapia e in follow-up; l'introduzione di misure innovative, mediante il potenziamento della telecomunicazione, per la presa in carico efficace del paziente in relazione alle caratteristiche orografiche e infrastrutturali del territorio; le risposte sanitarie al profilo di salute del territorio e alle risultanze delle più recenti indagini epidemiologiche come lo Studio Sentieri Vº Rapporto 2006-2013.

"La proposta di Piano di azione sarà presentata e discussa con i Comuni, il Comitato di Partecipazione, le Organizzazioni Sindacali e sarà istituita una Cabina di Monitoraggio costituita da rappresentanti della Regione, delle Direzioni aziendali e delle Amministrazioni locali. - ha aggiunto Anselmi - Nel corso del biennio 2019-20 verranno definiti nel dettaglio, con specifici provvedimenti, gli interventi da attuare in modo da assicurare la piena operatività del Piano di azione".

Dina Maria Laurenzi
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