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Attualità venerdì 29 gennaio 2021 ore 13:45

Punto nascita, prosegue il presidio a Villamarina

Il sindaco Ferrari: "Vogliamo le garanzie che la Regione e il Ministero devono alla città. Le Istituzioni devono ascoltare la nostra voce"



PIOMBINO — Secondo giorno di presidio davanti all'ospedale Villamarina di Piombino per avere risposte da Regione e Asl rispetto al futuro della struttura e in particolare del punto nascita. Una battaglia, aveva spiegato il sindaco Francesco Ferrari, che vede tutti schierati in difesa della qualità e della quantità dei servizi sanitari e a tutela della salute. 

"I cittadini della Val di Cornia hanno diritto ad avere un sistema sanitario adeguato. E' dovere della Regione rispondere a tale necessità. Il diritto alla salute vale per tutti. Per questo motivo in maniera convinta diciamo no al depotenziamento dell' ospedale.No alla chiusura del punto nascita", con queste parole anche la segreteria provinciale Ugl Livorno ha dato il proprio sostegno all'iniziativa che non è stata accolta positivamente da tutti (leggi qui l'articolo collegato).

In queste ore, intanto, sui social il consigliere regionale Pd Gianni Anselmi ha fatto sapere che si sta occupando della questione.

"Non voglio mortificare l’impegno e l’entusiasmo di nessuno ma è necessario precisare che il lavoro che mi ero impegnato a fare sul punto nascita Valli Etrusche non comincia certo oggi. - si legge nel suo post Facebook - Avevo pubblicamente avanzato una proposta e la porto avanti dall’inizio del mandato, e cioè dai primi di Novembre, ragionandone con le strutture della Regione e dell’Asl. L’obiettivo è definire le condizioni organizzative, a cominciare dalla dotazione del personale, per un Punto nascita unico Cecina-Piombino con 2 punti di erogazione, nel quale il limite dei 500 parti si confronta con la somma dei nati sui 2 punti dell’ospedale unico e non separatamente. Se il lavoro in corso, che includerà il coinvolgimento dei medici, darà esito positivo i bambini potranno tornare a nascere a Piombino e si metterà al sicuro Cecina, che rischia anch’esso di scendere in pochi anni sotto i 500 parti. Nei mesi scorsi ero stato al Ministero della Salute a perorare la richiesta di deroga avanzata dalla Regione Toscana su Piombino, ma non mi ero fatto illusioni poiché moltissime in Italia sono le richieste di deroga. Quindi è stato necessario cambiare strategia poggiando sulla fusione istituzionale dei 2 ospedali. Ho visto che al presidio organizzato dal sindaco sono stati presenti, immagino perché invitati, un parlamentare della Lega e un collega consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Io non ne sapevo niente e in tutto questo tempo non mi è stato chiesto niente dagli organizzatori, ma non importa: frequento regolarmente l’ospedale e gli operatori fuori dai riflettori e conosco i problemi. L’ospedale non è luogo di propaganda, ma di lavoro, cura e sofferenza. Quello che devo fare lo faccio lo stesso, non solo per il punto nascita; lo faccio ai tavoli dove si affrontano i problemi e senza ledere prerogative e compiti altrui. Quello che ho chiesto e che serve lo sanno in Regione e lo sa, da molto tempo, l’Asl. Ogni risultato su investimenti e servizi sarà annunciato solo quando arriverà, perché ho imparato a mie spese che non si debbono annunciare cose la cui realizzazione dipende da altri".

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