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Attualità Sabato 27 Giugno 2026 ore 06:10

Aree idonee e rinnovabili, "Così è imposizione"

La sindaca Pasquini ha commentato la recente proposta di legge regionale sulle aree idonee e ha risposto a chi tira in ballo Terna e Sacoi 3



SUVERETO — "Con la proposta di legge sulle aree idonee approvata dalla Giunta della Regione Toscana l’8 giugno 2026 e pubblicata pochi giorni fa, non emergono novità positive per la situazione della Val di Cornia", parole della sindaca di Suvereto Jessica Pasquini per quanto riguardato la questione delle impianti di energie da fonti rinnovabili che insistono sul territorio.

"Le aree idonee, infatti, sono già definite dal quadro nazionale e in particolare dall’art. 11-bis del D.L. 175/2025, convertito nella legge 15 gennaio 2026 n. 4, che ha modificato il D.lgs. 190/2024 introducendo criteri vincolanti per l’individuazione delle superfici destinate agli impianti da fonti rinnovabili. In questo contesto, le Regioni non possono restringere tali aree, ma soltanto individuare spazi aggiuntivi rispetto a quelli già qualificati come idonei dalla normativa statale. - ha spiegato - Il ruolo che sarebbe assegnato ai Comuni, allo stato attuale, non appare incisivo. Si prevede infatti che ciascun Comune possa proporre alla Regione soltanto l’innalzamento della percentuale di SAU occupabile da rinnovabili a livello comunale, mentre restano da chiarire nei dettagli applicativi i meccanismi del cosiddetto trasferimento statistico delle quote di aree idonee tra Comuni confinanti o appartenenti alla stessa provincia. Anche il principio di non concentrazione, per come è stato formulato nella proposta di legge regionale, rischia di risultare sostanzialmente irrilevante. Le distanze minime tra impianti previste, nell’ordine di 100, 150 o 200 metri in funzione della potenza nominale, non rappresentano un argine reale alla concentrazione e non producono effetti significativi sulla distribuzione territoriale degli impianti. Su questo e sugli altri aspetti che la Regione può disciplinare, sarà decisivo il ruolo di ANCI e UPI, chiamate a rappresentare le istanze dei territori e a proporre modifiche migliorative nella fase di approvazione in Consiglio regionale, rafforzando il principio di sussidiarietà e la centralità degli enti locali nel governo del territorio".

"La normativa vigente qualifica infatti gli impianti, le opere connesse e le infrastrutture , comprese linee elettriche, cabine e sistemi di accumulo , come opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, consentendone l’ubicazione anche in aree agricole. - ha aggiunto - Questo ha determinato un impatto rilevante sui territori rurali e ha aperto spazi a dinamiche di mercato particolarmente aggressive come gli espropri. Non sono ancora stati divulgati i testi degli altri atti annunciati dalla Regione Toscana, ma l’impostazione che emerge, orientata alla semplificazione e all’accelerazione, lascia intendere una prevalenza dell’obiettivo di incremento della produzione energetica rispetto alla necessità di governare in modo equilibrato la transizione. È evidente, invece, che il tema non è solo accelerare, ma governare, ricercando il corretto equilibrio tra sviluppo delle rinnovabili e tutela del paesaggio, del patrimonio culturale e delle attività agricole, equilibrio deve tradursi in strumenti concreti e in scelte condivise".

Dunque, l'appello a Regione, presidente e giunta affinché ascoltino le richieste e le esigenze dei territori.

"Aprite quanto prima una cabina di regia con Terna, coinvolgendo progressivamente i territori interessati, per individuare le soluzioni progettuali e localizzative meno impattanti possibile per il paesaggio e la nostra campagna e bloccare i progetti irricevibili", ha chiesto la sindaca Pasquini che a proposito di Terna ha risposto a chi, recentemente, "ha tirato fuori il Sacoi3".

"La stazione elettrica di Suvereto rappresenta quindi, sin dagli anni ’70–’80, un hub di trasmissione primario, in grado di gestire flussi energetici elevati e di convogliare l’energia prodotta verso i principali centri di consumo del Nord Italia, oggi ancora più importante considerato il livello di saturazione della rete del sud Italia. - ha spiegato - Per questo la Val di Cornia risulta particolarmente attrattiva per impianti da fonti rinnovabili e per le infrastrutture energetiche connesse, oltre al fatto che presenta una bella valle pianeggiante dove è facile realizzare impianti e dove le difficoltà di alcuni comparti del settore agricolo hanno reso le offerte economiche delle multinazionali appetibili. Diverso è il caso del collegamento SACOI: attivo fin dagli anni ’60, poi spostato e aggiornato nel tempo, mette in connessione Sardegna, Corsica e Italia, consentendo lo scambio di energia tra questi territori. Non ha invece relazione con l’attrattività di Suvereto come autostrada energetica verso il Nord. Per questo motivo, dopo due anni in cui questa amministrazione è impegnata con coerenza, nelle piazze e nei tavoli di confronto, a chiedere una pianificazione seria della transizione energetica, sorprende l’atteggiamento delle opposizioni che su un tema così rilevante finora si sono guardati bene dal prendere forte posizione, ma oggi dopo l’assemblea pubblica del Comune, sentono l’esigenza di esserci, però con contenuti e tempi sbagliati. Sorprende il PD di Suvereto per l’evidente impreparazione sul tema, ma anche sulla storia del nostro territorio e delle scelte, forse quelle sì poco lungimiranti, fatte da amministrazioni degli anni '70 e '80 anche da alcuni loro sostenitori attuali; sorprende l’associazione Uniamo Suvereto per una narrazione di un’opposizione al Sacoi 3, che peraltro non ha attinenza con la discussione attuale, che nei fatti non è mai stata esercitata, preferendo ai tempi l’ignavia dell’uscita dall’aula consiliare al confronto e alla partecipazione alle decisioni. Consiglio a tutti di impiegare queste energie per il bene comune e per aiutarci, attraverso i propri canali, per chiedere come noi facciamo da tempo, un intervento forte della Regione per governare i processi e difendere il territorio", ha concluso Pasquini.


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